Categoria: Comunicati Stampa

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 DOWNLOAD 13.4.21_Webinar bitumi_programma (def)-2

WEBINAR “Mobilità e PNRR: il contributo del bitume per le strade e la decarbonizzazione”

Roma,13 aprile 2021 (ore 10,30 – 12,30) – piattaforma Zoom

In Italia ci sono circa 600.000 km di rete stradale totalmente asfaltata, di cui 6.800 km di autostrade, che ogni giorno sono percorsi da milioni di veicoli e che dunque richiedono una continua manutenzione per garantire adeguati standard di funzionalità e sicurezza.

Una strada per essere sicura deve assicurare la perfetta aderenza tra asfalto e pneumatico, deve essere confortevole, deve sopportare i carichi senza deformarsi e durare a lungo. In questo senso, i leganti bituminosi svolgeranno un ruolo fondamentale per le operazioni di riqualificazione delle infrastrutture stradali.

Il bitume è, infatti, un prodotto riciclabile al 100% dagli elevati contenuti tecnologici, interessato da un ampio processo innovativo grazie al quale sono ora possibili applicazioni altamente avanzate, in grado di minimizzare le problematiche energetiche, ambientali e di sicurezza in tutte le fasi operative. Studi e sperimentazioni sono in corso per riutilizzare materie prime secondarie o prodotti di scarto rigenerati e recuperati, nell’ottica dell’economia circolare e della decarbonizzazione.

Investire sulla manutenzione del nostro patrimonio stradale ed autostradale significa peraltro rilanciare la competitività delle nostre imprese, come del resto si legge anche nel PNRR che riserva risorse alle infrastrutture stradali per la mobilità.

Nel corso del webinar, rappresentanti delle Istituzioni nazionali e locali e dei settori industriali maggiormente coinvolti parleranno degli enormi progressi tecnologici fatti nel settore stradale (dai leganti bituminosi alle macchine) e del suo contributo per aumentare il grado di efficienza, durabilità e sicurezza delle strade: interventi sempre più ambientalmente sostenibili e avanzati, perché strade in ordine sono sinonimo di paese evoluto e garanzia di sicurezza per tutti gli utenti.

 

 

 

 

 DOWNLOAD 2021.04.07 Comunicato adesione campagna vaccinale

Roma, 7 aprile 2021

UNEM METTE A DISPOSIZIONE SITI PER IL POTENZIAMENTO DELLA CAMPAGNA VACCINALE

Le Aziende aderenti ad unem mettono a disposizione i propri siti aziendali per rafforzare la campagna vaccinale anti Covid-19, nell’ambito dell’iniziativa “fabbriche di comunità” promossa da Confindustria per individuare su tutto il territorio nazionale le realtà disponibili e idonee per essere configurate come siti vaccinali e integrare così quelli già attivi nel nostro Paese.

Si tratta di 35 sedi (di cui 21 nel nord, 7 al centro, 3 al sud e 4 nelle Isole) ritenute potenzialmente idonee per la vaccinazione, secondo modalità e criteri che saranno decisi sulla base del protocollo nazionale per le vaccinazioni in fabbrica sottoscritto ieri da Governo, imprese e sindacati.

“In un momento così delicato – ha sottolineato il Presidente Claudio Spinaci – è importante dare il nostro contributo per il potenziamento della campagna vaccinale in atto che rappresenta l’unica vera soluzione per uscire da questa situazione, potendo contare su realtà aziendali dove sono già presenti presidi medici strutturati anche per le emergenze”.

 

 

 DOWNLOAD 23.3.2021_comunicato_consultazione IED-EPRTR

Roma, 23 marzo 2021

DIRETTIVE IED/E-PRTR: NECESSARIA OMOGENEITÀ DI ATTUAZIONE IN EUROPA

Unem ha partecipato alla consultazione pubblica, lanciata lo scorso dicembre dalla Commissione europea e chiusa oggi, sulla Direttiva sulle Emissioni Industriali (IED) e sul Registro Integrato di Emissioni e Trasferimenti di Inquinanti (E-PRTR) che vanno a regolare le emissioni inquinanti degli impianti industriali e quelle più significative in aria, acqua e suolo, nonché il trasferimento di rifiuti.

Nel contributo inviato a Bruxelles, unem ha anzitutto ribadito il proprio impegno su tali materie e l’importanza del ruolo dei diversi comparti industriali nel perseguire gli obiettivi tecnici, economici e ambientali previsti dalle attuali politiche e legislazioni europee (inquinamento zero, economia circolare, transizione verso la neutralità climatica, decarbonizzazione, innovazione tecnologica). È stato altresì fatto notare come l’attuale quadro legislativo previsto dalla Direttiva IED già copra e affronti ampiamente il settore energetico, sebbene con la necessità di migliorare alcuni aspetti, a partire dall’allineamento delle altre politiche alla IED, dalla sovrapposizione delle autorità competenti e ai tempi dilatati dei processi autorizzativi e alla semplificazione a diversi livelli (Europa, Amministrazioni statali, regionali e locali di tutti i Paesi).

In merito al Registro Europeo integrato E-PRTR, unem ha anzitutto ricordato come esso sia nato con funzione database ambientale aperto a tutti sulle prestazioni ambientali degli impianti industriali utile all’aggiornamento periodico delle tendenze delle emissioni dei principali inquinanti dai settori (tra cui quello della raffinazione) nel suo complesso. Pertanto, l’eventuale utilizzo del registro per valutare le prestazioni ambientali dei singoli impianti sarebbe al di fuori dello scopo per cui il registro stesso è stato ideato. Unem ha auspicato, inoltre, un aggiornamento periodico del Registro, in linea con l’evoluzione normativa di riferimento.

Unem, nel condividere la potenzialità di strumenti come l’analisi costi/benefici per ridurre i costi derivanti dagli adeguamenti richiesti, ha ribadito che qualunque ulteriore evoluzione normativa in ambito IED e E-PRTR debba essere affiancata dalla certezza di recepimento omogeneo da tutti gli Stati Membri, al fine di garantire un buon livello di armonizzazione ed equa competizione.

 DOWNLOAD 2021.03.18 Comunicato consumi petroliferi febbraio 2021

 Roma, 18 marzo 2021

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEL PRIMO BIMESTRE 2021

FEBBRAIO 2021

  • I consumi petroliferi di febbraio, pari a circa 3,8 milioni di tonnellate, sono risultati in calo del 17,3% (800.000 tonnellate in meno) rispetto allo stesso mese del 2020, sostanzialmente in linea con le nostre stime. Si ricorda che febbraio 2020, con un giorno in più in quanto anno bisestile, è stato un mese fondamentalmente ancora “normale” in quanto le prime limitazioni agli spostamenti sono state introdotte solo nell’ultima settimana del mese e in limitatissime aree geografiche.
  • La contrazione dei consumi registrata, anche se meno ampia rispetto a quella di gennaio, deriva dalla progressiva espansione delle zone rosse e arancioni che, se a inizio mese rappresentavano complessivamente il 19% dei carburanti erogati nel 2019 sul territorio nazionale, nell’ultima settimana del mese pesavano per il 34%. Parallelamente, va rilevato che i consumi hanno in parte beneficiato dell’allentamento delle misure restrittive nella restante parte del Paese con la ripresa della didattica in presenza, l’autorizzazione agli spostamenti fra Comuni e la possibilità di servirsi delle attività di ristorazione, per quanto fino alle ore 18.
  • In riferimento all’andamento delle attività economiche, va invece rilevato un diverso andamento tra le attività industriali, che hanno evidenziato un profilo positivo con un maggiore spostamento anche di veicoli pesanti, e i settori dei servizi e del commercio che hanno visto acutizzarsi le criticità dovute all’assenza dei flussi turistici e alle restrizioni agli spostamenti.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), sono stati pari a 2,1 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,6 milioni di gasolio, con un decremento dell’11% (-258.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2020.
  • Fra gli andamenti dei prodotti, in particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 15% (-80.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2020, analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (-15,1%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un decremento del 9,8% (-178.000 tonnellate), con un calo del gasolio venduto sulla rete del 14,5% e un calo molto più contenuto anche rispetto ai valori molto negativi di gennaio, del gasolio extra-rete (-3,7%) usato soprattutto per il trasporto merci.
  • Continua il pesante calo del carburante per aerei che, con un -73,4% rispetto allo stesso mese del 2020, non mostra nessun segnale di recupero. Come a gennaio, anche in questo mese la componente dell’aviazione militare, che in precedenza ne aveva leggermente attenuato il trend, è risultata in territorio negativo.
  • Tra gli altri principali prodotti petroliferi, mostrano segnali di crescita soltanto il bitume, che torna in territorio positivo (+12%), e i lubrificanti (+0,6%), esclusivamente grazie ad un marcato recupero degli usi industriali (+10,3%).
  • Per il mese di marzo 2021, stando ai dati del nostro “modello dinamico” e in base alle informazioni al momento disponibili, stimiamo che i volumi di prodotti petroliferi complessivamente possano recuperare circa un terzo (500.000 tonnellate) del crollo di 1,5 milioni di tonnellate registrato nello stesso mese del 2020. Tuttavia, l’impatto delle consistenti restrizioni messe in atto praticamente su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Sardegna, non è ancora pienamente valutabile.
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di febbraio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un’altra pesante contrazione, pari al -12,3%. Nonostante la forte crescita delle ibride, oltre il 65% delle nuove vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.

PRIMO BIMESTRE 2021

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 7,5 milioni di tonnellate, con un decremento del 20% (-1.879.000 tonnellate) rispetto ai primi due mesi del 2020.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono risultati pari a poco meno di 4 milioni di tonnellate, con un decremento del 18% (-868.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2020.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-febbraio 2020:
    • la benzina totale ha mostrato un decremento del 23,7%, con la benzina venduta sulla rete che ha mostrato una discesa del 23,8%;
    • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 16,3%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 21,1%.
  • Nel primo bimestre 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 13,1%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 34,6% del totale (era il 45,8% nel corrispondente periodo 2020), quelle diesel il 25,6 % (era il 33,9% nello stesso periodo del 2020), mentre le ibride il 26,8% (era il 9,8% nello stesso periodo del 2020).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl e stato del 5,6%, a metano del 2,2% e delle elettriche del 5,2%.

 DOWNLOAD 2021.03.15 Comunicato studio InnovHub-unem su efuels

Roma, 15 marzo 2021

Con Innovhub studio di fattibilità per la produzione di e-fuels in Italia

 

Al fine di valutare le potenzialità tecniche, economiche e di sviluppo degli e-fuels nel panorama energetico nazionale, unem ha avviato con Innovhub – Stazioni Sperimentali per l’Industria – uno studio di fattibilità per la loro produzione anche in Italia, in linea con quanto sta avvenendo negli altri principali Paesi europei. Lo studio prevede la progettazione per la futura realizzazione di un impianto dimostrativo di produzione di e-fuels per poterne valutare al meglio le caratteristiche chimico-fisiche ed utilizzarli in prove sperimentali su strada.

La decarbonizzazione dei trasporti, in tutte le sue forme, passa infatti per i nuovi carburanti liquidi a basso o nullo contenuto di carbonio, su cui l’industria sta lavorando da tempo, e tra questi rientrano a tutti gli effetti anche gli e-fuels, ossia carburanti sintetici ottenuti dalla combinazione di idrogeno e CO2.

Prodotti che possiedono caratteristiche del tutto simili a quelle dei corrispondenti combustibili tradizionali e dunque compatibili sia con l’esistente infrastruttura di trasporto, distribuzione e stoccaggio, sia con gli attuali mezzi di utilizzo finale. Essi rappresentano, inoltre, un’importante soluzione al problema dello stoccaggio su lungo periodo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili intermittenti.

Per la realizzazione dello studio Innovhub collaborerà con il team Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano che svilupperà tutte le variabili di natura economica associate alla realizzazione degli impianti di produzione di e-fuels in Italia ed effettuerà altresì un’analisi della situazione energetica italiana, in relazione al potenziale sviluppo di un mercato degli e-fuels.

Il calcolo dei bilanci di massa ed energia per definire le specifiche di processo dei componenti principali, nonché le stime sul consumo delle utilities, saranno invece condotte in collaborazione con il Dipartimento Energia del Politecnico di Milano ed in particolare col gruppo Gecos (Gruppo di sistemi di conversione dell’energia). Verranno, infine, stimati i costi di investimento e di esercizio dell’impianto, anche per esplorare possibili fonti di finanziamento in ambito nazionale ed europeo.

Lo studio, che sarà completato entro il 2021, punta a fornire un’ampia e accurata analisi delle varie possibilità offerte da questi prodotti e del loro potenziale sviluppo nelle realtà industriali italiane.

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Roma, 18 febbraio 2021   2021.02.18 Comunicato consumi petroliferi gennaio 2021

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI A GENNAIO 2021

GENNAIO 2021

  • I consumi petroliferi di gennaio, pari a circa 3,7 milioni di tonnellate, sono risultati in calo del 22,6% (circa 1,1 milioni di tonnellate in meno) rispetto allo stesso mese del 2020, una contrazione più ampia di quanto stimato inizialmente. Si tratta del dato peggiore dal termine del primo lockdown completo dello scorso anno, sia come valori complessivi di consumi che come consumi dei carburanti.
  • Molteplici sono le cause di tale fenomeno, aggravato anche dai due giorni lavorativi in meno rispetto a gennaio 2020. In primo luogo, gli effetti delle nuove misure per il contenimento della nuova ondata di Covid-19, molto rigide in tutto il Paese nella prima settimana dell’anno e poi riproposte in ampie zone del territorio durante le settimane successive, nonché il rallentamento delle attività economiche che hanno prodotto un minore spostamento anche dei veicoli pesanti. La ripresa della didattica in presenza nella seconda parte del mese ha contribuito solo marginalmente a contenere la caduta dei carburanti stradali.
  • A gennaio la mobilità ha infatti subito un drastico lockdown nei giorni delle festività (1, 2 e 3, 5 e 6 gennaio), che ha posto in zona rossa tutto il territorio nazionale. Zone rosse che sono state confermate per alcune Regioni anche dopo il 6 gennaio, mentre altre sono passate in zone arancione. Zone che insieme rappresentano oltre l’80% carburanti erogati sul territorio nazionale nel 2019 (le prime il 25%; le seconde circa il 57%). Misure confermate dai successivi DPCM emanati nel corso del mese che hanno altresì prorogato lo stato di emergenza al 30 aprile 2021.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), sono stati pari a 1,9 milioni di tonnellate, di cui 0,4 milioni di benzina e 1,5 milioni di gasolio, con un decremento del 24,6% (-610.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2020.
  • Fra gli andamenti dei prodotti, in particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 31,8% (-184.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2020, analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (-31,8%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un decremento del 22,4% (-426.000 tonnellate), il gasolio venduto sulla rete del 27,5%, forte calo anche del gasolio extra-rete, usato soprattutto per il
  • trasporto merci (-16,9%), avendo la movimentazione dei veicoli pesanti registrato a gennaio il calo più forte degli ultimi sette mesi.
  • Molto pesante la riduzione del carburante per aerei che, con un -74,5% rispetto allo stesso mese del 2020, non mostra nessun segnale di recupero. In questo mese, peraltro, anche la componente dell’aviazione militare, che in precedenza aveva leggermente attenuato i cali, è risultata in territorio negativo.
  • Tra i principali prodotti petroliferi mostrano segnali di crescita soltanto i lubrificanti (+1,9%), grazie anche ad un leggero recupero dell’attività industriale, i cui effetti sulle movimentazioni delle merci si auspica possano riflettersi nel mese in corso.
  • Dopo molti mesi di ininterrotta crescita, a gennaio si rileva invece una brusca frenata per il bitume (-20,7%), probabilmente anche a causa delle condizioni climatiche più rigide che nel gennaio 2020.
  • Per il mese di febbraio 2021, stando ai dati del nostro “modello dinamico” e in base alle informazioni al momento disponibili, stimiamo volumi complessivamente ancora in calo, attorno al 19% rispetto allo stesso mese del 2020.
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di gennaio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un’altra pesante contrazione pari al -14%. Nonostante la forte crescita delle ibride, oltre i il 70% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale

 

 

 DOWNLOAD 2021.02.17 Comunicato Workshop bitumi_GSCAEM

 

Roma, 17 febbraio 2021

Riprende l’attività del Gruppo strategico Carburanti Alternativi ed Energie per la mobilità:  si inizia con “Bitume e sostenibilità: soluzioni innovative per strade ed edifici”

Concluso il ciclo dei workshop dedicati al settore dei trasporti, che hanno costituito la base per lo studio “Opzioni e prospettive per il trasporto marittimo, aereo e stradale al 2030 e al 2050” realizzato dal Rie e presentato lo scorso 10 dicembre, riprende l’attività del “Gruppo Strategico Carburanti Alternativi ed Energie per la mobilità” di unem, con un nuovo ciclo di incontri dedicati ad approfondire anche altre tematiche strettamente legate al contributo del nostro settore per un’economia sempre più decarbonizzata e sostenibile.

Il primo appuntamento del 2021 è dedicato al tema “Bitume e sostenibilità: soluzioni innovative per strade ed edifici”, in programma per oggi in videconferenza (dalle ore 10.00 alle 13.00), che vedrà la partecipazione di esperti e operatori di un settore che costituisce la componente fondamentale sia nella produzione di conglomerati bituminosi per le costruzioni stradali, che nella produzione di membrane impermeabilizzanti, diffusamente impiegate nelle costruzioni civili ed industriali.

Un prodotto con elevati contenuti tecnologici interessato da un ampio processo innovativo, grazie al quale sono ora possibili applicazioni altamente avanzate soprattutto nel settore stradale. In particolare, grazie allo sviluppo di bitumi modificati con polimeri è stato possibile migliorarne la struttura e le prestazioni, rendendo possibile l’attuazione di molteplici nuove tecnologie, minimizzano le problematiche energetiche, ambientali e di sicurezza.

In una prospettiva di medio-lungo termine, nuove formulazioni di modifica dei bitumi tradizionali o nuovi leganti per la costruzione delle strade si affacceranno sul mercato. L’obiettivo del workshop è pertanto quello di comprendere come si stanno affrontando le sfide attuali, non solo nel campo delle costruzioni stradali, e quali possibili scenari di medio e lungo termine ci troveremo ad affrontare in questo settore.

 DOWNLOAD 2021.02.11 Comunicato su consultazione Ue Zero Pollution

Roma, 11 febbraio 2021

ZERO POLLUTION AMBITION: SERVONO POLITICHE CHIARE E STABILI

Unione Energie per la Mobilità – unem ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata lo scorso novembre dalla Commissione europea, che si è chiusa ieri, relativamente al Piano d’Azione Zero Pollution Ambition, cioè l’ambizione di inquinamento zero per aria, acqua e suolo.

Unem ha anzitutto ribadito il proprio impegno per contenere quanto più possibile i livelli di inquinamento e sottolineato la responsabilità che le Autorità, a diversi livelli (l’Europa, le autorità statali, regionali e locali di tutti i Paesi), e i diversi comparti industriali hanno nel perseguire l’obiettivo “Zero Pollution”.

In questo contesto, è stato rilevato come il settore del downstream petrolifero sia tra i comparti industriali maggiormente regolati e monitorati, con l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili frutto di decennali studi e ricerche e grazie a competenze altamente qualificate.

Unem ritiene, tuttavia, che qualunque ulteriore evoluzione normativa debba essere affiancata da politiche incentivanti le attività meno inquinanti e da una maggior ricerca e monitoraggio su fonti, impatti e modalità di prevenzione e risoluzione degli inquinamenti.

Affinché si possa tendere ad un “inquinamento zero”, sono essenziali politiche chiare e stabili, a partire dalla previsione dei progressi sulla riduzione dell’inquinamento determinati dall’implementazione delle attuali politiche e legislazioni europee.

Unem ha infine condiviso la potenzialità di strumenti e servizi digitali come supporto agli obiettivi per la riduzione dell’inquinamento, che richiedono importanti investimenti in innovazione, che molte aziende hanno avviato da tempo.

 

 DOWNLOAD 2021.02.10 Comunicato su consultazione UE_RED II

Roma, 10 febbraio 2021

REVISIONE “RED II”: NESSUN PREGIUDIZIO E CRITERI DI SOSTENIBILITÀ CERTI E RIGOROSI

Si è chiusa ieri la consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea sulla revisione della Direttiva 2018/2001/EU sulle energie rinnovabili nei trasporti (RED II).

 

Unem ha inviato il proprio contributo nel quale ha evidenziato come per traguardare gli obiettivi europei sulle energie rinnovabili nei trasporti, la revisione della “Direttiva RED II” debba considerare una serie di aspetti che possono essere sintetizzati come segue.

  • È essenziale la stabilità normativa, prerequisito fondamentale per mobilitare gli investimenti in progetti a basse emissioni di carbonio. Le eventuali modifiche devono rafforzare la certezza per gli investitori in una prospettiva di lungo termine.
  • I first mover dovrebbero essere protetti, per un periodo congruo, da appropriate clausole di “grandfathering” o “no retroactive”, in modo che tecnologie già adottate, pienamente in linea con i requisiti di sostenibilità in vigore, possano continuare ad essere considerate conformi indipendentemente da eventuali successive modifiche.
  • Il completo phase-out dell’olio di palma dovrebbe essere attuato solo nel 2030, purché rispetti in pieno i criteri di sostenibilità, mantenendo inalterate, prima di quella data, le quote di utilizzo attuali anche per garantire sufficienti materie prime per la produzione dei biocarburanti avanzati.
  • Dare particolare rilievo ai biocarburanti avanzati e, per evitare carenze di disponibilità, è auspicabile almeno un ampliamento della parte A dell’allegato IX della Direttiva con ulteriori materie prime, evitando di rimuovere quelle già incluse.
  • La linea generale che andrebbe perseguita per guidare la revisione della RED II, in prospettiva 2030, dovrà essere quella di non escludere alcuna materia prima che rispetti i criteri di sostenibilità da destinare alla produzione di biocarburanti, anzi sarebbe opportuno favorirne l’ampliamento e l’ulteriore sviluppo.
  • Occorre sviluppare a livello europeo una terminologia e criteri solidi di certificazione per i combustibili rinnovabili e a basse/nulle emissioni di carbonio, da applicare a tutte le scelte sulla base delle effettive emissioni di GHG. Andrebbero quindi eliminate le liste positive di materie prime utilizzabili e sostituite da criteri di sostenibilità certi e rigorosi. 
  • Garantire un approccio tecnologicamente neutro, cioè applicare gli stessi criteri di valutazione indipendentemente dalla tecnologia che si pensa di adottare. Per incentivare l’innovazione tecnologica (ad es. biocarburanti avanzati, e-fuel, combustibili sintetici, idrogeno verde, ecc.) devono esserci meccanismi che consentano alle diverse tecnologie di confrontarsi in un ambiente competitivo e a parità di condizioni, valutandone la reale efficacia nel raggiungere i target ambientali prefissati senza posizioni pregiudiziali.
  • È rilevante confermare anche il riconoscimento, senza limitazioni, dei combustibili da carbonio riciclato, cioè derivanti da flussi di rifiuti liquidi o solidi di origine non rinnovabile, ai fini del raggiungimento dei target.
  • Sviluppare un mercato per i combustibili a basse emissioni di carbonio stabilendo segnali di prezzo del carbonio stabili e sufficienti a supportare lo sviluppo di progetti di combustibili alternativi per il settore dei trasporti. È auspicabile che la Direttiva promuova l’uso di combustibili a basse emissioni di carbonio, come quelli che utilizzano l’idrogeno prodotto in combinazione con la cattura e lo stoccaggio della CO2.
  • Positivo il ricorso a schemi volontari per dimostrare la sostenibilità delle scelte e per fornire la certificazione richiesta dalla Direttiva.
  • Eliminare o coordinare l’attuale coesistenza di mandati sovrapposti sul fornitore di combustibili. Dopo il 2020, infatti, oltre ad avere l’obbligo della RED II sull’utilizzo di energia rinnovabile nel trasporto su strada, esiste anche quello della Direttiva sulla qualità dei fuels (FQD) come obbligo di ridurre l’intensità di carbonio dei carburanti utilizzati (articolo 7 bis).

 

 

  DOWNLOAD 2021.02.09 Comunicato Consultazione Ue emissioni auto_camion

Roma, 9 febbraio 2021

EMISSIONI CO2 AUTOVETTURE E FURGONI: “CICLO DI VITA” E “CARBON TRADING”

La decarbonizzazione del trasporto stradale leggero e pesante è un obiettivo molto sfidante che va conseguito con il concorso di tutte le tecnologie disponibili, senza escludere a priori alcuna tecnologia. In questo ambito, i combustibili liquidi a basse emissioni di carbonio (LCLF) potranno giocare un ruolo fondamentale per il raggiungimento della neutralità del carbonio in tutti i comparti del trasporto.

È quanto si legge nel contributo inviato da unem a Bruxelles nell’ambito della consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea per la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 di autovetture e furgoni.

Sebbene l’elettrificazione del settore stradale leggero sia un mezzo importante per favorire la neutralità climatica, è stato sottolineato come esso non sia l’unica opzione e come gli LCLF rappresentino una soluzione altrettanto valida nella transizione energetica, garantendo soluzioni accessibili sia da un punto di vista economico che sociale. Assume però, a tal riguardo, particolare rilevanza la definizione di veicoli a basse/zero emissioni, che dovrebbe essere tecnologicamente neutra e sufficientemente completa da valutare compiutamente il contributo delle diverse tecnologie all’abbattimento delle emissioni. Unem ha pertanto richiesto alla Commissione europea di adottare una definizione di “Zero Emission Vehicle” basata sull’intero ciclo di vita del fuel che lo alimenta.

Le condizioni per promuovere gli investimenti necessari a sviluppare industrialmente i low carbon fuels risiedono proprio nella modifica del Regolamento sui limiti alle emissioni di CO2 oggetto della consultazione, che attualmente è caratterizzato da un approccio “Tank-to-Wheel” che trascura completamente la CO2 emessa “a monte”.

Questo approccio tradisce la neutralità tecnologica in quanto non conteggia la CO2 emessa nella produzione dell’energia elettrica che alimenta le auto elettriche e non garantisce, dunque, la decarbonizzazione del trasporto, spingendo i costruttori unicamente verso la tecnologia delle BEV cui vengono empiricamente assegnate “emissioni zero”.

Va rilevato che, con l’attuale Regolamento, i motori alimentati con i combustibili liquidi decarbonizzati, pur abbattendo completamente le emissioni di CO2, non vengono considerati a “emissioni zero” e senza una modifica della normativa, che consideri le emissioni climalteranti rilasciate lungo tutta la filiera dei combustibili, si perde questo beneficio.

Anche in materia di incentivi e obblighi per i veicoli a zero o a basse emissioni ci sono delle disparità di trattamento. Unem ritiene che questi debbano essere limitati nel tempo perché continuare ad incentivare per lunghi periodi tecnologie non in grado di sostenersi autonomamente sul mercato, comporta un uso inefficiente delle risorse. A tale proposito, sarebbe perciò importante eliminare qualsiasi sistema incentivante dopo il 2030, lasciando al mercato stabilire le tecnologie più efficaci in termini di costi-benefici.

Unem ritiene che uno strumento in grado di regolamentare le emissioni climalteranti del trasporto stradale con un approccio metodologicamente più corretto e neutrale rispetto all’attuale Regolamento, possa essere rappresentato dall’adozione di meccanismi di “carbon trading” per tutti i vettori energetici impiegati nella mobilità. Una simile soluzione, accompagnata da un sistema di mercato di certificati e crediti, consentirà infatti di mettere in competizione le diverse tecnologie così da premiare le soluzioni in grado di conseguire gli obiettivi della transizione nel modo più efficace ed efficiente.

Nello specifico, la responsabilità dei “Produttori di apparecchiature originali” (OEM) potrebbe essere collegata a quella dei fornitori di carburante, in modo che i crediti generati dai fornitori di fuels possano contribuire al raggiungimento dei target sulla CO2, permettendo all’industria automobilistica europea di mantenere un vantaggio competitivo a livello internazionale in questo settore e agli automobilisti/utenti di avere una più ampia gamma di possibilità per le loro scelte di mobilità.

A rischio è la competitività dell’industria europea dell’auto, un settore che rappresenta il 7% del Pil europeo, impiega 15 milioni di persone, genera un gettito fiscale di oltre 440 miliardi di euro ed è il principale investitore in R&D con circa 61 miliardi di euro all’anno.