Autore: Marco D'Aloisi

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 DOWNLOAD  19.10.2020_Revisione Direttiva Tassazione Energia_Nota stampa consultazione Ue

 

Roma, 19 ottobre 2020

DIRETTIVA TASSAZIONE ENERGETICA UE: EVITARE DISTORSIONI DEL MERCATO

Unione Energie per la Mobilità – unem ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea nell’ambito della revisione della Direttiva sulla tassazione energetica, che si è chiusa lo scorso 14 ottobre, al fine di renderla coerente con i nuovi obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni climalteranti del 55-60% nel 2030 (rispetto al 1990) e di carbon neutrality nel 2050.

Nel documento inviato a Bruxelles, è stato anzitutto proposto di calibrare le aliquote minime di accisa calcolate sulla base del loro contenuto energetico e delle emissioni di sostanze climalteranti dei singoli prodotti, sia per rendere la tassazione energetica il meno possibile distorsiva, sia per poter meglio allineare tali aliquote alle politiche della UE in materia di clima ed energia. Inoltre, è stata rimarcata l’esigenza che il processo di revisione conduca ad un sistema economicamente e socialmente sostenibile nella sua globalità sull’intero territorio comunitario.

Per quanto riguarda l’introduzione di misure di compensazione, è stato rilevato che queste dovrebbero costituire delle eccezioni per la gestione dei casi più critici di gruppi e/o famiglie a basso e bassissimo reddito per evitare il diffondersi della povertà energetica, mentre per deroghe specifiche a determinati settori di attività che si tratta di misure necessarie per preservarne la competitività sui mercati europei e internazionali. Infatti, su alcuni prodotti energetici, ed in particolare su quelli petroliferi, emerge un carico fiscale sproporzionato rispetto alle altre fonti di energia usate sia per scopi termici che per autotrazione.

A titolo di esempio, si ricorda che nel 2019 in Italia i prodotti petroliferi, pur coprendo il 34% della domanda di energia totale, hanno generato un gettito fiscale pari all’81% dell’intera fiscalità energetica (26 mld/euro da accise, di cui 25 i soli prodotti autotrazione), cui si sommano 13 miliardi derivanti da IVA. Proprio l’alto livello di tassazione ha richiesto nel tempo l’introduzione di deroghe specifiche, erroneamente definite sussidi ambientalmente dannosi.

È stato anche rilevato che oggi la tassazione sui prodotti energetici, in particolare nei trasporti, contribuisce significativamente al bilancio degli Stati che richiederanno un gettito analogo anche nel futuro. Pertanto, in considerazione della forte spinta delle istituzioni comunitarie verso i veicoli elettrici, spinta che comporterà uno shift sempre più marcato da ICE a veicoli BEV, sarà inevitabile la tassazione di tutti i prodotti energetici, inclusa l’energia elettrica, per garantire bilanci in equilibrio.

Sono stati infine forniti i punti di vista dell’Associazione sul GNL e sui Lubrificanti.

Sul GNL, indubbiamente riconosciuto un fuel fondamentale per accompagnare la transizione energetica verso la carbon neutrality, è stato sottolineato che dati i necessari ingenti investimenti iniziali nelle infrastrutture logistiche e distributive, occorrerà mantenere attivi trattamenti fiscali differenziati per un periodo congruo per il loro ammortamento e comunque almeno fino allo sviluppo di tecnologie mature in grado di assicurare  la medesima continuità nell’approvvigionamento della domanda, ma con un minore impatto ambientale e a condizioni economiche competitive.

Per quanto riguarda i lubrificanti, è stato richiesto di inserirli all’interno del campo di applicazione della Direttiva sui prodotti energetici, con un’aliquota minima di imposta per evitare l’estrema differenziazione di trattamento che si è creata negli Stati membri con l’attuale regime fiscale, differenziazione che ha generato squilibri competitivi e fenomeni illegali. Non potendo “vietare” una tassazione indiretta a livello nazionale, si è ritenuto più efficace, per la salvaguardia del mercato unico, proporre una tassazione omogenea nei diversi Paesi per i prodotti che hanno finalità di lubrificazione. Da tale imposta andrebbero esclusi i lube a base bio e i lube impiegati per usi diversi dalle finalità di cui sopra (ad es. per la produzione di gomma e plastica, in quanto inclusi nel prodotto finale).

 DOWNLOAD Comunicato firma Accordo di collaborazione ISPRA -unem_DEF_2

Roma, 19 ottobre 2020

COMUNICATO STAMPA

ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – e Unione Energie per la Mobilità – unem, siglano un accordo di collaborazione per l’innovazione tecnologica nelle attività di bonifica e di riqualificazione ambientale.

La promozione, l’incentivazione e la diffusione di scambi di esperienze e pratiche tra le Istituzioni tecniche ed il settore privato può costituire un fattore di efficienza complessiva delle azioni di tutela, anche per quelle situazioni che richiedono interventi di bonifica e risanamento ambientale.

Le attività di collaborazione si svolgeranno attraverso lo scambio di esperienze reciproche per la sperimentazione in campo di nuove tecnologie di campionamento o bonifica sostenibili e attività di formazione comune sulla tutela ambientale.

“Un accordo, quello sulle bonifiche tra ISPRA e unem,” afferma Alessandro Bratti, Direttore Generale di ISPRA, “che sancisce il confronto positivo tra pubblico e privato, tra autorità e stakeholder. Un passo avanti nel superamento della logica command and control, dove ognuno, nel proprio ruolo, contribuisce alla crescita del Paese e dell’economia nazionale”.

“La collaborazione, il confronto e la sinergia tra le aziende e tra il settore pubblico e privato per la definizione e la diffusione dei migliori standard operativi per la riqualificazione ambientale del nostro settore – sottolinea il Direttore Generale dell’unem Marina Barbanti – è un valore aggiunto e un modello vincente. Con questa consapevolezza nel 2019 abbiamo avviato il progetto “Riqualificazione ambientale” che ha visto il coinvolgimento diretto di aziende operanti nelle aree di ingegneria ambientale, bonifica e riqualificazione dei siti contaminati e recupero di siti petroliferi”.

 DOWNLOAD 2020.10.15 Comunicato consumi petroliferi settembre 2020

 

Roma, 15 ottobre 2020

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEI PRIMI 9 MESI DEL 2020

SETTEMBRE 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,8 milioni di tonnellate, con un decremento del 7,5% (-392.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. Un calo più contenuto rispetto a quello dei mesi scorsi finora sempre a doppia cifra. A favorire questa tendenza, anticipata nelle nostre previsioni, hanno contribuito i prodotti autotrazione per la graduale ripresa delle attività economiche, produttive e scolastiche – con il maggior ricorso all’uso della autovettura privata per gli spostamenti di lavoro e per la scuola – nonché per il protrarsi del turismo di prossimità nella prima parte di settembre e nei fine settimana.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,7% (+19.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. E’ il primo incremento mensile che si registra sui carburanti dall’inizio della pandemia, anche se spinto dal giorno in più lavorativo.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato una crescita dell’1,2% (+7.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete dell’1,5%, sempre rispetto a settembre 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento dello 0,6% (+12.000 tonnellate), sebbene il gasolio venduto sulla rete sia calato dello 0,6%, in conseguenza di un andamento più positivo del gasolio extra-rete usato soprattutto per il trasporto merci (+0,7%).
  • Tra gli altri principali prodotti petroliferi si conferma in territorio positivo, anche per questo mese, il bitume (+5,2%).
  • Segno ancora più negativo per il carburante per aerei, i cui consumi peggiorano rispetto ai timidissimi recuperi dei mesi precedenti e fanno segnare un -67,7% rispetto allo stesso mese del 2019, con la componente dell’aviazione militare ancora in forte crescita (+44,2%), che ha solo leggermente attenuato il drastico calo degli usi di jet fuel per l’aviazione civile (-70,4%).
  • Per il mese di ottobre, stando ai dati del nostro “modello dinamico”, ci si attende un calo complessivo rispetto al 2019 di nuovo superiore a quello dello scorso mese di settembre, date le recentissime nuove restrizioni per il diffondersi della seconda ondata della pandemia che potrebbero influenzare negativamente la mobilità dei cittadini, quanto meno per il maggior ricorso allo smart working.
  • Stando a queste stime, il calo dei primi dieci mesi salirebbe quindi a circa 8 milioni di tonnellate (poco meno del meno 18%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno ai 9 milioni di tonnellate (-15%).
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di settembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una crescita del 9,6%. Nonostante la forte crescita delle ibride, più del 75% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.

 

PRIMI NOVE MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 37,1 milioni di tonnellate, con un decremento del 17,5% (-7.887.000 tonnellate) rispetto ai primi nove mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono risultati pari a poco meno di 19 milioni di tonnellate, con un decremento del 18,9% (-4.412.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-settembre 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 21,3%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 20,9%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 18,1%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 20,8%.
  • Nei primi nove mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 34,2%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 40,3% del totale (era il 43,7% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle diesel il 34,7 % (era il 41,1% nello stesso periodo del 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle ibride è stato del 14,2%, quello delle auto a Gpl del 6,6%, a metano del 2,4% e delle elettriche dell’1,8%.

 

 DOWNLOAD 2020.09.16 Comunicato consumi petroliferi agosto 2020

Roma, 16 settembre 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

AGOSTO 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,5 milioni di tonnellate, con un decremento dell’11,2% (-566.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. Ciò testimonia, come del resto anticipato dalle nostre previsioni, un progressivo recupero dei consumi legato in particolare, nel mese considerato, al turismo interno, sostenuto anche dal “bonus vacanze”, caratterizzato dalle vacanze di prossimità con il soggiorno nel nostro Paese anche da parte di chi sceglieva abitualmente l’estero. Il permanere dell’emergenza Covid-19 ha tuttavia continuato a limitare la presenza dei flussi turistici stranieri.
  • Il turismo nazionale ha quindi determinato un recupero dei volumi di benzina, gasolio e Gpl che, pur essendo ancora in territorio negativo rispetto al 2019, hanno continuato a rilevare cali più contenuti rispetto ai mesi precedenti.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a 2,4 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un decremento del 4,6% (-117.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 4,9% (-32.000 tonnellate) e la benzina venduta sulla rete, sempre rispetto ad agosto 2019 una flessione sostanzialmente analoga, pari al 4,8%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 4,5% (-85.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 5,3%, in conseguenza di una contrazione più contenuta del gasolio extrarete usato soprattutto per il trasporto merci (-4%).
  • Tutti i prodotti petroliferi, ad eccezione dei consumi di bitume (+17,4%), di olio combustibile (+15,8%) e di lubrificanti (+1,3%), presentano un segno negativo anche se più contenuto rispetto ai mesi precedenti.
  • Segno ancora particolarmente negativo per il carburante per aerei che, pur con un lieve recupero dovuto ad una ripresa tuttora molto parziale del traffico aereo, fa segnare un -61,7% rispetto allo stesso mese del 2019, con la componente dell’aviazione militare ancora in forte crescita (+32,7%) che ha leggermente attenuato il calo degli usi di jet fuel per l’aviazione civile (-63,7%).
  • Per il mese di settembre, stando ai dati del nostro modello dinamico, ci si attende un calo complessivo rispetto al 2019 ancora superiore all’8%, date anche le difficoltà del trasporto aereo e della croceristica navale a recuperare i volumi di passeggeri dello scorso anno, nonostante l’adozione di protocolli sanitari stringenti. Ci si attende, infatti, che il permanere delle restrizioni alla mobilità per il persistere della pandemia continuerà ad incidere sui volumi di carboturbo, per il drastico calo dei voli di lungo raggio (Stati Uniti, Cina e Russia), e sui volumi di bunker per la croceristica, stante una ripresa molto marginale di tale attività.
  • Per quanto riguarda i trasporti su strada, a settembre ci si attende che i consumi, comunque inferiori allo scorso anno, possano essere sostenuti dal recupero delle attività produttive e dalla riapertura delle attività scolastiche, nonché dalla prosecuzione di una, anche se limitata, attività turistica.
  • Stando a queste stime, il calo dei primi nove mesi salirebbe quindi a circa 8 milioni di tonnellate (-18%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno ai 9 milioni di tonnellate (-15%).
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di agosto le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo dello 0,4%. Nonostante la forte crescita delle ibride, più dell’80% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.

PRIMI OTTO MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 32,3 milioni di tonnellate, con un decremento del 18,8% (-7.495.000 tonnellate) rispetto ai primi otto mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 16,4 milioni di tonnellate, con un decremento del 21,3% (-4.431.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-agosto 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 24%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 23,7%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 20,4%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 23,3%.
  • Nei primi otto mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 38,9%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 41,7% del totale (era il 43,6% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle diesel il 35,1% (era il 41,6% nello stesso periodo del 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle ibride è stato del 12,7%, quello delle auto a Gpl del 6,4%, a metano del 2,4% e delle elettriche dell’1,7%.

 DOWNLOAD 14.09.2020.UP su dichiarazioni MInistro Costa_SAD

 

UP risponde al Ministro Costa: “pronti a collaborare, ma contrari a nuovi aumenti della fiscalità sui carburanti”

Roma, 14 settembre 2020 – In merito alle dichiarazioni Ministro Costa rilasciate oggi nel corso della trasmissione “24 Mattino” sulla questione dei sussidi ambientalmente dannosi e al possibile aumento delle accise sul gasolio, riteniamo opportuno ribadire quanto già espresso nel contributo inviato durante la fase di consultazione, che si è chiusa lo scorso 27 agosto, e anticipato nell’audizione del 26 maggio, e cioè che non riteniamo condivisibile l’approccio seguito in quanto né equo né socialmente ed economicamente sostenibile per molti consumatori che subirebbero un ulteriore aumento della fiscalità, non solo gli autotrasportatori, ma anche i lavoratori autonomi che utilizzano l’auto per la propria attività e tutti quegli utenti che difficilmente potranno beneficiare degli incentivi che si troverebbero a finanziare.

Abbiamo quindi evidenziato che già oggi, sulla base dell’attuale livello di accisa, la tassazione sul combustibile diesel in Italia è già ben al di sopra di qualsiasi costo ambientale e le considerazioni che accompagnano la proposta, ossia di «costi esterni associati alle emissioni sia di gas serra che di inquinanti locali – particolato, NOX e altri inquinanti – del parco circolante auto diesel» maggiori rispetto a quelli a benzina, sono ampiamente superate dallo sviluppo tecnologico dei motori degli ultimi anni, dimostrate da diversi studi e prove su strada.

Abbiamo pertanto avanzato alcune proposte, tra cui quella di ridurre o eliminare l’accisa sulla parte rinnovabile dei carburanti, tenendo conto del GHG saving associato a tali prodotti, e dare così un reale segnale di coerenza rispetto all’obiettivo di riequilibrare la pressione fiscale in funzione dell’impronta ambientale dei prodotti, tenuto conto che attualmente il costo della CO2 associato alla componente rinnovabile nel diesel ammonta a circa 600 €/tonnellata per i biocarburanti tradizionali e fino a 2.000 €/tonnellata per i biocarburanti avanzati.

Restiamo inoltre convinti che si volesse comunque procedere ad una riformulazione della fiscalità tra benzina e gasolio, essa non dovrebbe tramutarsi in un aumento della fiscalità sui carburanti (e quindi essere a “somma zero”, cioè con il gettito complessivo che deriva dai due carburanti (benzina e gasolio) invariato) e non possa prescindere da un quadro normativo coerente a livello

europeo (una revisione della Direttiva sulla fiscalità energetica è attesa nel 2021), che valorizzi lo sviluppo di politiche sostenibili e che dia i giusti segnali a favore di investimenti verso forme di consumo e produzione a basse emissioni di carbonio di cui la società ha assoluto bisogno.

La misura più efficace per ottenere i massimi miglioramenti ambientali dal trasporto stradale resta, a nostro avviso, quella di favorire il rinnovo del parco circolante con la massima velocità, sostituendo i veicoli più vecchi ed inquinanti con veicoli a basse emissioni indipendentemente dalla loro alimentazione senza penalizzare il consumatore finale per il carburante utilizzato: condizionare la rottamazione dei veicoli più vecchi all’acquisto di un auto elettrica, è un meccanismo che consentirebbe, almeno nei prossimi 4 – 5 anni (quando servirà il massimo sforzo di miglioramento), di incentivare la rottamazione solo di qualche centinaia di migliaia di veicoli, un numero assolutamente irrisorio rispetto ai 14 milioni di veicoli ante Euro 4 in circolazione che andrebbero eliminati.

Raccogliamo l’invito del Ministro al confronto purché si possano concretamente superare le criticità sopra illustrate e assicurare che la misura non si traduca in un ulteriore aumento ingiustificato della fiscalità per i consumatori.

 DOWNLOAD  2020.08.26 Comunicato consumi petroliferi luglio

 

Roma, 26 agosto 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

LUGLIO 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 4,8 milioni di tonnellate, con un decremento pari al 13,9% (-783.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. In linea con le nostre previsioni, si sta assistendo ad un progressivo recupero dei consumi, legato alla ripresa delle attività manifatturiere e alle vacanze di prossimità. Pur in assenza dei flussi turistici dall’estero, date le limitazioni per la diffusione del Covid, il turismo nazionale ha determinato un recupero dei volumi di benzina, gasolio e Gpl, che, pur essendo ancora in territorio negativo rispetto al 2019, hanno comunque rilevato cali decisamente più contenuti rispetto ai mesi precedenti.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,7 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un decremento del 6,9% (-199.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 5,8% (-41.000 tonnellate) mentre il calo della benzina venduta sulla rete rispetto a luglio 2019 è stato del 5,5%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 7,2% (-158.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete dell’8,3% sempre rispetto a luglio 2019, in conseguenza di una contrazione più contenuta del gasolio extrarete usato soprattutto per il trasporto merci (-5,8%).
  • Tutti i prodotti petroliferi, ad eccezione dei consumi di bitume (+9,1%), presentano un segno negativo anche se più contenuto rispetto ai mesi precedenti.
  • Segno particolarmente negativo per il carburante per aerei che pur con un lieve recupero a seguito di una ripresa ancora molto parziale del traffico aereo fa segnare un -69,9% rispetto allo stesso mese del 2019, con la componente dell’aviazione militare in forte crescita (+78,2%) che ha leggermente attenuato il calo degli usi di jet fuel per l’aviazione civile (-72,5%).
  • Per il mese di agosto, stando ai dati del nostro modello dinamico, complessivamente ci si attende un ulteriore calo attorno all’11% rispetto ai valori del 2019, sostanzialmente in conseguenza non solo della contrazione dei trasporti su strada ma soprattutto delle difficoltà di alcune modalità di trasporto (croceristica navale e trasporto aereo) a recuperare i volumi di passeggeri dei livelli precedenti alla pandemia, nonostante l’adozione di protocolli sanitari stringenti. Ci si attende che la limitata presenza dei turisti stranieri, conseguente al permanere delle restrizioni alla mobilità, per la diffusione ancora molto forte della pandemia in quasi tutti i Paesi, con l’ulteriore assenza dei voli di lungo raggio dalle aree di provenienza più rilevanti per il nostro turismo (Stati Uniti, Cina e Russia), continui ad incidere sui volumi di carboturbo.
  • Stando a queste stime, il calo dei primi otto mesi salirebbe quindi a circa 7,3 milioni di tonnellate (-18%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno alle 8,6 milioni di tonnellate (-14%).
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di luglio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo del 10,8%. Nonostante la forte crescita delle ibride, più del 75% delle nuove vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione a benzina o a gasolio.

 

PRIMI SETTE MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 28,1 milioni di tonnellate, con un decremento del 19,3% (-6.697.000 tonnellate) rispetto ai primi sette mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 14 milioni di tonnellate, con un decremento del 23,4% (-4.278.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-luglio 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 26,8%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 26,4%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 22,3%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 25,7%.
  • Nei primi sette mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 41,7%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 42,3% del totale (era il 43,6% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle diesel il 35,1 % (era il 41,9% nello stesso periodo del 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl è stato del 6,4%, delle ibride del 12,1%, a metano del 2,4% e delle elettriche dell’1,7%.