Autore: Marco D'Aloisi

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 DOWNLOAD 19.5.2022 Comunicato consumi petroliferi aprile 2022

Roma, 19 maggio 2022

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEL PRIMO QUADRIMESTRE 2022

APRILE 2022

  • I consumi petroliferi ad aprile sono stati pari a circa 4,7 milioni di tonnellate, in aumento del 13,1% (+545.000 tonnellate) rispetto ad aprile 2021. Un risultato in linea con le attese. In confronto allo stesso mese pre-pandemico (aprile 2019), quando i consumi superavano i 4,8 milioni di tonnellate), i volumi risultano essere ancora inferiori del 2,4% (-115.000 tonnellate).
  • I consumi sono stati positivamente influenzati dalle festività pasquali, libere, dopo due anni, dalle restrizioni alla mobilità, che hanno favorito la ripresa dei flussi turistici e sostenuto i consumi dei carburanti aerei e navali, oltre a quelli dei trasporti stradali. Fra i fattori che invece ne hanno contenuto la crescita: la frenata della produzione industriale dovuta dall’acutizzarsi delle criticità già presenti prima della guerra russo-ucraina (forti rincari delle materie prime, scarsità di materiali che hanno determinato interruzioni nelle catene logistiche). 
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), con 2 giorni lavorativi in meno, sono stati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento del 15,5% (+351.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021, e praticamente allineati (-0,4%) ai valori di aprile 2019.
  • Passando agli andamenti dei singoli prodotti:
  •  la benzina totale ha mostrato una crescita del 27,4% (+133.000 tonnellate) rispetto ad aprile 2021 (+0,5% rispetto al 2019); analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (+2% rispetto al 2019);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un incremento del 12,3% (+218.000 tonnellate) (-0,7% rispetto al 2019), con una crescita del gasolio venduto sulla rete del 16,4% (-6,5% rispetto al 2019) e un aumento più contenuto del gasolio extra-rete (+9,7%) (+4,2% rispetto al 2019), usato soprattutto per il trasporto merci.
  • Il carburante per aerei, nonostante il robusto incremento di circa il 158% rispetto ad aprile 2021, registra volumi ancora inferiori del 25%. (-100.000 tonnellate), rispetto al 2019, restando ancora limitati i voli di lunga distanza.
  • Si segnalano incrementi rilevanti anche per il gpl autotrazione (+23,8%) e, dopo parecchi mesi tutt’altro che brillanti, anche per il bunker (+8,9%), mentre risultano in calo gli altri principali prodotti, fra i quali i gasoli per uso riscaldamento (-17,8%) ed agricolo (-15,7%).
  • In ulteriore flessione i consumi di lubrificanti (-20%, vedi focus a parte) e soprattutto di bitume (-46,3%), che ben riflette il rallentamento delle attività industriali.
  • Per il mese di maggio 2022 è attesa la prosecuzione delle dinamiche di recupero dei volumi di carburanti, anche se con minore slancio, sia per il confronto con maggio 2021 interessato da misure sempre meno stringenti della mobilità delle persone, sia per la situazione congiunturale legata alla crisi russo-ucraina, che indeboliscono il tessuto economico e produttivo, ostacolando le esportazioni e penalizzando anche i consumi per il trasporto delle merci.
  • Si ricorda, infine, che nel mese di aprile le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un altro forte decremento (-32,9% vs. aprile 2021). Se il confronto viene fatto con un mese “normale” come quello di aprile 2019 il calo arriva addirittura al 44%. Continua la crescita delle ibride, mentre circa il 56% delle nuove vetture immatricolate nel mese ha una alimentazione “tradizionale”.
  • In riferimento alle immatricolazioni di veicoli industriali, sempre secondo l’ANFIA, ad aprile sono stati immatricolati 31 TIR e 17 autobus alimentati a GNL: rispetto ai 203 Tir dell’anno precedente nello stesso mese, sono in calo di circa l’85%, effetto degli alti prezzi del gas.

PRIMO QUADRIMESTRE 2022

  • Nel primo quadrimestre i consumi petroliferi italiani sono ammontati a 18,3 milioni di tonnellate, con un incremento del 13,3% (+ 2.152.000 tonnellate) rispetto ai primi quattro mesi del 2021, ma ancora inferiori (anche se in miglioramento) del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • I carburanti hanno aumentato significativamente i volumi rispetto allo stesso periodo 2021 (+15,7%, pari a 1,3 milioni di tonnellate in più), e sono ormai vicini alle quantità complessive registrate nel primo quadrimestre 2019 (-1,9%).
  • Il carboturbo ha recuperato nei primi quattro mesi 2022 oltre mezzo milione di tonnellate rispetto al 2021, ma rispetto a quelli dello stesso periodo del 2019 è inferiore di oltre il 33%.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a circa 9,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 15,7% (+1.341.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-aprile 2021:

o   la benzina totale ha mostrato un incremento del 26,2%, con una crescita quasi analoga della benzina venduta sulla rete (+26%);

o   il gasolio autotrazione ha evidenziato un aumento del 12,8%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 15,2%.

  • Nel primo quadrimestre 2022 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un crollo del 26,5%, rispetto al primo quadrimestre 2021 e addirittura del 39% rispetto al 2019
  • Quelle a benzina hanno rappresentato il 27,3% del totale (era il 33% nel corrispondente periodo 2021), quelle diesel il 20,3% (era il 24,4% nello stesso periodo del 2021), mentre le ibride il 33,4% (era il 27,3% nello stesso periodo del 2021).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl e stato del 8,6%, a metano del 1,1% e delle elettriche del 9,3%. Le immatricolazioni di veicoli alimentati a GNL sono state di 267 TIR e 27 autobus.

FOCUS

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI DI LUBRIFICANTI

APRILE 2022

A partire da gennaio di quest’anno, i dati mensili relativi ai consumi di lubrificanti vengono diffusi nelle statistiche nazionali in modo più dettagliato rispetto al passato. La rilevazione che ne è alla base, estesa a tutti gli operatori del mercato dei lubrificanti, è infatti divenuta una rilevazione ufficiale del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN).

In sintesi, nel mese di aprile 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a 31.460 tonnellate, in calo del 22,1% rispetto allo stesso mese del 2021.
  • Escludendo gli “oli bianchi ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 29.200 tonnellate, con una variazione del -20%.
  • I consumi del gruppo autotrazione, pari a 14.200 tonnellate, sono risultati in calo del 12,9%, con la sola crescita degli oli per autotrazione leggera in crescita (+10%), e il forte calo degli oli per primo riempimento (-18,9%), degli ausiliari per autotrazione (-28,4%) e dell’autotrazione pesante (-31,8%).
  • Ancora in netto decremento gli oli per l’industria (15.000 tonnellate, -25,7%), che hanno risentito della consistente frenata della produzione industriale che, dato il forte incremento dei costi dell’energia elettrica e del gas, hanno spinto alla sospensione o alla riduzione delle attività produttive di diverse industrie energivore.

Nel primo quadrimestre del 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a poco più di 157.000 tonnellate, in calo del 10,1% rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • Escludendo gli “oli bianchi ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 143.200 tonnellate, con una variazione del -10,1%.
  • Nello specifico del gruppo autotrazione, pari a 60.400 tonnellate, i consumi sono risultati in aumento del 1,5%, grazie alla crescita degli oli motore del 8,5%, parzialmente frenata dal calo degli oli per il “primo riempimento” (-8,9%) ma soprattutto da quello degli “ausiliari autotrazione” (-17,7%).
  • In forte calo invece gli oli per l’industria (82.800 tonnellate, -18,6%).

 

  DOWNLOAD Comunicato APAE_unem_su depositi fiscali_DL Taglia_prezzi.13.05.2022

Comunicato stampa

FRODI CARBURANTI, ASSOPETROLI-ASSOENERGIA E UNEM BOCCIANO L’EMENDAMENTO SUI DEPOSITI FISCALI

 13 maggio 2022 – Assopetroli-Assoenergia e Unem, le Associazioni rappresentative del settore della distribuzione carburanti, condannano nettamente l’emendamento sulla disciplina dei depositi fiscali di carburanti approvato ieri in Aula al Senato nell’ambito della conversione in legge del DL 21/2022 (cd. “Decreto Taglia Prezzi”).

Si tratta di un intervento, peraltro disorganico e irrazionale, che di fatto mina alle radici l’impianto normativo di contrasto all’illegalità costruito in questi ultimi anni dalle Istituzioni, con il fattivo supporto delle rappresentanze del settore, che ha consentito di contrastare efficacemente i fenomeni di evasione, in particolare dell’IVA, a beneficio non solo dell’Erario e degli operatori virtuosi, ma dell’intera collettività.

Tutto ciò accade nonostante l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli abbia stimato che l’attuale norma sui depositi fiscali “sottosoglia” su cui si interviene, ha prodotto risultati significativi, con un maggior gettito IVA di almeno 65 milioni di euro al mese.

La disposizione, sotto il presunto rigore di misure apparentemente incisive, quali la richiesta di una garanzia al 100% in contanti o in Titoli di Stato, introduce surrettiziamente una moratoria per far proseguire l’operatività di depositi che non rispettano le condizioni poste dal Testo Unico delle accise, vanificando gli sforzi fatti e bloccando i procedimenti di revoca o sospensione delle autorizzazioni dei depositi fiscali che non rispettano tali requisiti.

Inoltre, difficilmente il provvedimento attuativo di cui dovrà occuparsi il ministro dell’Economia e delle Finanze potrà correggere l’approccio normativo adottato, che rischia di aprire nuovamente le porte ad operatori spesso collegati alla criminalità organizzata, come emerso dalle indagini degli organi di controllo, ai danni dello Stato e dell’intera filiera di un settore strategico degli approvvigionamenti energetici.

Assopetroli-Assoenergia e Unem auspicano pertanto un ripensamento della norma, al fine di non vanificare l’impianto normativo antifrode costruito faticosamente in questi anni.

 

  DOWNLOAD   2022.04.21 Comunicato consumi petroliferi marzo 2022

Roma, 21 aprile 2022

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEL PRIMO TRIMESTRE 2022

MARZO 2022

  • I consumi petroliferi a marzo sono risultati pari a poco meno di 5 milioni di tonnellate, in aumento del 16,6% (+711.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021 che fu caratterizzato dalla terza ondata pandemica e misure di contenimento estese ad ampie aree del Paese. Rispetto al marzo 2019, si tratta di volumi superiori del 3,9% (+183.000 tonnellate) grazie a 2 giorni lavorativi in più e ad una maggiore attività nella petrolchimica e nella raffinazione.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono stati pari a 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,1 milioni di gasolio, con un incremento del 19,9% (+451.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021. Tali volumi sono superiori di 110mila tonnellate rispetto al 2019 (+4,2%), di cui 27.000 benzina e 83.000 gasolio. Ciò deriva probabilmente da un maggior uso del trasporto privato a scapito di quello pubblico, per i timori sanitari ancora presenti nonostante il superamento delle restrizioni. I volumi della benzina rete più elevati del 6% rispetto a quelli del 2019 (+35.000 tonnellate), contro una diminuzione dell’1,9% del gasolio rete (-24.000 tonnellate), riflettono la progressiva riduzione delle alimentazioni a gasolio a favore di altre alimentazioni, in particolare ibride a benzina.

 Fra gli andamenti dei prodotti, in particolare:

  • la benzina totale ha mostrato una crescita del 32,8% (+153.000 tonnellate) rispetto a marzo 2021, quasi analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (+32,3%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un incremento del 16,6% (+298.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete (+18,7%) questa volta è aumentato in modo più consistente rispetto al gasolio extra-rete, usato soprattutto per il trasporto merci (+16,6%).
  • Continua il recupero del carburante per aerei, favorito dal ritorno di parte del turismo straniero, che con un +156% rispetto allo stesso mese del 2021, pari a un incremento di 145.000 tonnellate, posizionandosi però ancora ad un livello molto lontano rispetto a marzo 2019 (-30%).
  • Prosegue il trend in flessione per i consumi di lubrificanti (-3,3%, vedi focus a parte) e soprattutto del bitume (-39%) che riflette il rallentamento delle attività industriali per gli alti costi delle materie prime e dell’energia.
  • Per il mese di aprile 2022, si ritiene che la mobilità delle persone, e di conseguenza i volumi di carburanti, proseguano in progressivo recupero per l’atteso miglioramento delle attività commerciali e dei servizi legati ai flussi turistici per le festività presenti nel mese che invece lo scorso anno furono penalizzate da uno stop generalizzato di 3 giorni. Le incertezze per l’evoluzione del contesto geopolitico, viste le ulteriori sanzioni alla Russia che limitano lo scambio di merci e prodotti e i record delle quotazioni di materie prime ed energia, possono però penalizzare i consumi interni, limitando il recupero verso il 2021.
  • Nel mese di marzo le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato l’ennesima pesante contrazione, pari al -29,7%. Nonostante il peso crescente delle vetture ibride, il 58% delle nuove vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.
  • Infine, in riferimento alle immatricolazioni a GNL, secondo i dati ANFIA, a marzo 2022 sono stati registrati 90 TIR, rispettivamente in calo di 24 unità rispetto a marzo 2021.

PRIMO TRIMESTRE 2022

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 13,5 milioni di tonnellate, con un incremento del 13,2% (+1.582.000 tonnellate) rispetto ai primi tre mesi del 2021, segnati da crescenti misure di contenimento legate alla terza ondata pandemica.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono risultati pari a poco meno di 7,3 milioni di tonnellate, con un incremento del 15,6% (+983mila tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-marzo 2021:
  • la benzina totale ha mostrato un incremento del 25,9%, appena meglio di quella venduta su rete (25,6%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato una crescita del 12,9%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 14,7%.
  • Nel primo trimestre 2022 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 24,4%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 27,2% del totale (era il 33,3% nel corrispondente periodo 2021), quelle diesel il 20,1 % (era il 25% nello stesso periodo del 2021), mentre le ibride il 33,3% (era il 26,9% nello stesso periodo del 2021).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl e stato del 9%, a metano del 1,3% e delle elettriche del 9,1%

 Le immatricolazioni a GNL del trimestre sono risultate pari a 236 TIR (-24,1%) e 10 autobus, che nello stesso periodo non avevano rilevato alcuna immatricolazione.

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FOCUS

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI DI LUBRIFICANTI

MARZO 2022

A partire da gennaio di quest’anno, i dati mensili relativi ai consumi di lubrificanti vengono diffusi nelle statistiche nazionali in modo più dettagliato rispetto al passato. La rilevazione che ne è alla base, estesa a tutti gli operatori del mercato dei lubrificanti, è infatti divenuta una rilevazione ufficiale del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN).

In sintesi, nel mese di marzo 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a 41.865 tonnellate, in calo del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2021.
  • Escludendo dai prodotti per l’industria, gli “oli bianchi ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 38.200 tonnellate, con una variazione del -3,3%.
  • Nello specifico i consumi del gruppo autotrazione, pari a 18.100 tonnellate, sono risultati in aumento del 6,5%, grazie alla crescita degli oli motore del 13,8%, parzialmente frenata dal calo degli oli “ausiliari autotrazione” (-11,1%) e degli oli per primo riempimento (-10,5%).
  • Ancora in netto calo invece gli oli per l’industria (20.100 tonnellate, -10,7%), che hanno risentito della consistente frenata della produzione industriale che, dato il forte incremento dei costi dell’energia elettrica e del gas, hanno spinto alla sospensione o alla riduzione delle attività produttive di diverse industrie energivore.

Nel primo trimestre del 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a poco più di 110.300 tonnellate, in calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • Escludendo dai prodotti per l’industria gli “oli bianchi ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 99.500 tonnellate, con una variazione del -6,7%.
  • Nello specifico del gruppo autotrazione, pari a 47.100 tonnellate, i consumi sono risultati in aumento del 6,8%, grazie alla crescita degli oli motore del 14,4%, parzialmente frenata dal calo degli oli per il “primo riempimento” (-5,4%) ma soprattutto da quello degli “ausiliari autotrazione” (-13,8%).
  • In forte calo invece gli oli per l’industria (52.400 tonnellate, -16,3%).

 

 DOWNLOAD 2022.04.13 Unem aderisce alla “Renewable and Low-Carbon Fuels Alliance”

 

Roma, 13 aprile 2022

UNEM ADERISCE ALLA “RENEWABLE AND LOW-CARBON FUELS ALLIANCE”

Unem aderisce alla “Renewable and Low-Carbon Fuels Alliance”, istituita ufficialmente lo scorso 6 aprile dalla Commissione europea con l’obiettivo di sensibilizzare tutti gli stakeholder sul potenziale dei combustibili liquidi a basso tenore di carbonio che rappresentano un’alternativa ottimale ai combustibili liquidi convenzionali per ridurre i gas serra in tutte le modalità di trasporto e contribuire così alla neutralità climatica dell’UE entro il 2050. L’Alleanza, riconoscendo l’importanza che questi carburanti già ricoprono nel trasporto stradale è rivolta a promuoverne l’utilizzo anche nei settori cosiddetti “hard to abate”, come il marittimo e l’aereo.

Unem, in occasione dell’adesione, ha ribadito l’importanza di rafforzare il mercato dei low carbon fuels nel settore stradale al fine di raggiungere più rapidamente le necessarie economie di scala per lo sviluppo dei combustibili rinnovabili anche per i settori “hard to abate”, con una conseguente riduzione dei costi e una maggiore sicurezza negli approvvigionamenti.

L’Alleanza sarà strutturata in due sezioni: una per il settore dell’aviazione presieduta da SAFRAN (multinazionale operante nel settore aereo); una per il settore marittimo presieduta da Fincantieri. L’attività operativa sarà supportata da una Segreteria tecnica che sarà gestita da FuelsEurope, insieme a Hydrogen Europe.

Unem ha assicurato la piena disponibilità a partecipare attivamente a tutte le attività previste, considerato che gran parte dei combustibili liquidi a basse emissioni di carbonio saranno prodotti all’interno delle raffinerie e distribuiti attraverso la capillare rete logistica e di vendita al dettaglio esistente.

 DOWNLOAD 2022.04.12 Nota stampa unem su audizione Spinaci “DL Ucraina”

 

Roma, 12 aprile 2022

Nota stampa audizione Spinaci “DL Ucraina”

La norma che introduce un “contributo solidaristico straordinario” sui cosiddetti extra-profitti presenta forti criticità tecniche nell’applicazione al nostro settore che richiedono un intervento per attenuarne gli effetti distorsivi riscontrati. La norma, per come è strutturata, va infatti a colpire il downstream petrolifero indipendentemente dalla generazione non solo di extra profitti, ma anche di profitti, portando alla determinazione di contributi straordinari di entità non commisurata alla reale capacità contributiva del settore con forti distorsioni su attività già in sofferenza economica e finanziaria. La mancata sterilizzazione dell’effetto derivante dal naturale aumento delle quantità vendute rispetto al periodo di base considerato, in piena emergenza pandemica con forti blocchi alla mobilità, determina infatti un artificioso extra profitto teorico, amplificato peraltro di quasi 5 volte dalla presenza delle accise per le aziende che immettono in consumo prodotti petroliferi.

È quanto si legge nella memoria illustrata oggi dal Presidente di unem, Claudio Spinaci, nel corso dell’audizione sul Decreto-legge “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina” (A.S. 2564) all’esame del Senato (Commissioni Finanze e Industria).

Inoltre, ha proseguito Spinaci, si comprende che il periodo emergenziale richieda sforzi eccezionali, ma gli stessi non possono prescindere dalla capacità contributiva dei soggetti obbligati e non possono essere distorsivi: non si può calcolare un contributo sulle maggiori accise versate a seguito dell’aumento delle quantità vendute.

Questo è il rilievo più evidente, ha concluso, ma vi sono poi tutta una serie di elementi che derivano sempre dal metodo utilizzato per il calcolo della base imponibile, fondato sui dati rilevanti ai fini della liquidazione IVA, che non tiene conto di importanti passività tra cui: i differenziali monetari di copertura delle oscillazioni delle quotazioni delle commodity; gli oneri finanziari, il personale, le tasse locali, i canoni demaniali, gli ammortamenti e gli accantonamenti a fondo rischi. Tale esclusione, pertanto, non consente di valorizzare i significativi aumenti intervenuti tra i due periodi data la forte instabilità dei mercati internazionali.

A tal fine, unem ha avanzato alcune proposte emendative, tra cui, in primis:

  • neutralizzare l’effetto accisa, non ricomprendendo le accise versate nella base imponibile;
  • introdurre, sulla base del principio costituzionale di concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva, un cap sul contributo straordinario legato ai più recenti risultati d’esercizio.

Il testo integrale dell’audizione è disponibile all’indirizzo https://www.unem.it/dl-ucraina_audizione-unem_senato-12-aprile/ .

 DOWNLOAD 2022.04.01 – Extra profitti_nota stampa su lettera a Ministro Franco

Nota stampa

1° aprile 2022

UNEM SCRIVE AL MINISTRO DANIELE FRANCO SUL CALCOLO DEGLI EXTRAPROFITTI

La metodologia prevista dall’art. 37 del Decreto Legge 21/2022 per l’individuazione di extra-profitti, oggetto di un contributo solidaristico straordinario, “introduce forti effetti distorsivi sulle aziende del downstream petrolifero (raffinazione, distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi), derivanti dagli indicatori utilizzati per determinare la base imponibile su cui è calcolato il contributo. È dunque importante intervenire su tale metodologia, introducendo una serie di correttivi e un cap contributivo, per riportare ragionevolezza ed equità nell’individuazione dell’entità del contributo, oggi completamente disgiunto dal risultato d‘esercizio dei soggetti obbligati e quindi di molte volte superiore alla loro normale capacità contributiva, risultando di conseguenza non sostenibile per diverse Aziende da noi rappresentate”.

È quanto si legge in una lettera inviata ieri al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, nella quale il Presidente di unem, Claudio Spinaci, ribadisce, come fatto in una recente intervista al Sole 24 Ore, tutta la sua preoccupazione per una norma che “al di là delle ragioni complessive che l’hanno ispirata e senza scendere nel merito di una valutazione esaustiva dei diversi profili, per come è stata strutturata, va a colpire il downstream petrolifero indipendentemente dalla generazione non solo di extra-profitti ma anche di profitti, intervenendo su un settore che già da alcuni anni è in forte sofferenza economica e finanziaria”.

“In primo luogo – prosegue la lettera – emerge macroscopico, ma non unico, quello prodotto dalla variazione dei volumi venduti, che risulta particolarmente significativa per il settore petrolifero in quanto il confronto per individuare gli extra-profitti viene effettuato rispetto ad un periodo (quarto trimestre 2020- primo trimestre 2021) in cui erano in atto significative restrizioni della mobilità con conseguente forte contrazione delle vendite al consumo. Un effetto volumi significativamente amplificato dalla presenza delle accise per le aziende che vendono ad accisa assolta prodotto acquistato in sospensione d’accisa o derivante da lavorazione di greggio in Italia”.

“In tali casi – si legge ancora– le accise costituiscono base imponibile IVA per le operazioni attive, mentre non rientrano nelle operazioni passive, generando così un elevato saldo tra attivo e passivo che nulla ha a che fare con presunti extra-profitti. A ciò va poi aggiunto l’incremento di alcune voci di costo al di fuori della contabilità IVA (come oneri finanziari dovuti al maggiore indebitamento e oneri per la copertura delle oscillazioni delle quotazioni delle commodity) che concorrono a rendere il delta tra i due saldi un indicatore non idoneo, da solo, per misurare i profitti”.

“Per questo motivo – conclude la lettera – auspichiamo vivamente un incontro urgente per meglio chiarire le criticità evidenziate”.