Categoria: 2022

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  DOWNLOAD Comunicato APAE_unem_su depositi fiscali_DL Taglia_prezzi.13.05.2022

Comunicato stampa

FRODI CARBURANTI, ASSOPETROLI-ASSOENERGIA E UNEM BOCCIANO L’EMENDAMENTO SUI DEPOSITI FISCALI

 13 maggio 2022 – Assopetroli-Assoenergia e Unem, le Associazioni rappresentative del settore della distribuzione carburanti, condannano nettamente l’emendamento sulla disciplina dei depositi fiscali di carburanti approvato ieri in Aula al Senato nell’ambito della conversione in legge del DL 21/2022 (cd. “Decreto Taglia Prezzi”).

Si tratta di un intervento, peraltro disorganico e irrazionale, che di fatto mina alle radici l’impianto normativo di contrasto all’illegalità costruito in questi ultimi anni dalle Istituzioni, con il fattivo supporto delle rappresentanze del settore, che ha consentito di contrastare efficacemente i fenomeni di evasione, in particolare dell’IVA, a beneficio non solo dell’Erario e degli operatori virtuosi, ma dell’intera collettività.

Tutto ciò accade nonostante l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli abbia stimato che l’attuale norma sui depositi fiscali “sottosoglia” su cui si interviene, ha prodotto risultati significativi, con un maggior gettito IVA di almeno 65 milioni di euro al mese.

La disposizione, sotto il presunto rigore di misure apparentemente incisive, quali la richiesta di una garanzia al 100% in contanti o in Titoli di Stato, introduce surrettiziamente una moratoria per far proseguire l’operatività di depositi che non rispettano le condizioni poste dal Testo Unico delle accise, vanificando gli sforzi fatti e bloccando i procedimenti di revoca o sospensione delle autorizzazioni dei depositi fiscali che non rispettano tali requisiti.

Inoltre, difficilmente il provvedimento attuativo di cui dovrà occuparsi il ministro dell’Economia e delle Finanze potrà correggere l’approccio normativo adottato, che rischia di aprire nuovamente le porte ad operatori spesso collegati alla criminalità organizzata, come emerso dalle indagini degli organi di controllo, ai danni dello Stato e dell’intera filiera di un settore strategico degli approvvigionamenti energetici.

Assopetroli-Assoenergia e Unem auspicano pertanto un ripensamento della norma, al fine di non vanificare l’impianto normativo antifrode costruito faticosamente in questi anni.

 

  DOWNLOAD   2022.04.21 Comunicato consumi petroliferi marzo 2022

Roma, 21 aprile 2022

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEL PRIMO TRIMESTRE 2022

MARZO 2022

  • I consumi petroliferi a marzo sono risultati pari a poco meno di 5 milioni di tonnellate, in aumento del 16,6% (+711.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021 che fu caratterizzato dalla terza ondata pandemica e misure di contenimento estese ad ampie aree del Paese. Rispetto al marzo 2019, si tratta di volumi superiori del 3,9% (+183.000 tonnellate) grazie a 2 giorni lavorativi in più e ad una maggiore attività nella petrolchimica e nella raffinazione.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono stati pari a 2,7 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2,1 milioni di gasolio, con un incremento del 19,9% (+451.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021. Tali volumi sono superiori di 110mila tonnellate rispetto al 2019 (+4,2%), di cui 27.000 benzina e 83.000 gasolio. Ciò deriva probabilmente da un maggior uso del trasporto privato a scapito di quello pubblico, per i timori sanitari ancora presenti nonostante il superamento delle restrizioni. I volumi della benzina rete più elevati del 6% rispetto a quelli del 2019 (+35.000 tonnellate), contro una diminuzione dell’1,9% del gasolio rete (-24.000 tonnellate), riflettono la progressiva riduzione delle alimentazioni a gasolio a favore di altre alimentazioni, in particolare ibride a benzina.

 Fra gli andamenti dei prodotti, in particolare:

  • la benzina totale ha mostrato una crescita del 32,8% (+153.000 tonnellate) rispetto a marzo 2021, quasi analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (+32,3%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un incremento del 16,6% (+298.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete (+18,7%) questa volta è aumentato in modo più consistente rispetto al gasolio extra-rete, usato soprattutto per il trasporto merci (+16,6%).
  • Continua il recupero del carburante per aerei, favorito dal ritorno di parte del turismo straniero, che con un +156% rispetto allo stesso mese del 2021, pari a un incremento di 145.000 tonnellate, posizionandosi però ancora ad un livello molto lontano rispetto a marzo 2019 (-30%).
  • Prosegue il trend in flessione per i consumi di lubrificanti (-3,3%, vedi focus a parte) e soprattutto del bitume (-39%) che riflette il rallentamento delle attività industriali per gli alti costi delle materie prime e dell’energia.
  • Per il mese di aprile 2022, si ritiene che la mobilità delle persone, e di conseguenza i volumi di carburanti, proseguano in progressivo recupero per l’atteso miglioramento delle attività commerciali e dei servizi legati ai flussi turistici per le festività presenti nel mese che invece lo scorso anno furono penalizzate da uno stop generalizzato di 3 giorni. Le incertezze per l’evoluzione del contesto geopolitico, viste le ulteriori sanzioni alla Russia che limitano lo scambio di merci e prodotti e i record delle quotazioni di materie prime ed energia, possono però penalizzare i consumi interni, limitando il recupero verso il 2021.
  • Nel mese di marzo le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato l’ennesima pesante contrazione, pari al -29,7%. Nonostante il peso crescente delle vetture ibride, il 58% delle nuove vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.
  • Infine, in riferimento alle immatricolazioni a GNL, secondo i dati ANFIA, a marzo 2022 sono stati registrati 90 TIR, rispettivamente in calo di 24 unità rispetto a marzo 2021.

PRIMO TRIMESTRE 2022

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 13,5 milioni di tonnellate, con un incremento del 13,2% (+1.582.000 tonnellate) rispetto ai primi tre mesi del 2021, segnati da crescenti misure di contenimento legate alla terza ondata pandemica.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono risultati pari a poco meno di 7,3 milioni di tonnellate, con un incremento del 15,6% (+983mila tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-marzo 2021:
  • la benzina totale ha mostrato un incremento del 25,9%, appena meglio di quella venduta su rete (25,6%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato una crescita del 12,9%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 14,7%.
  • Nel primo trimestre 2022 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 24,4%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 27,2% del totale (era il 33,3% nel corrispondente periodo 2021), quelle diesel il 20,1 % (era il 25% nello stesso periodo del 2021), mentre le ibride il 33,3% (era il 26,9% nello stesso periodo del 2021).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl e stato del 9%, a metano del 1,3% e delle elettriche del 9,1%

 Le immatricolazioni a GNL del trimestre sono risultate pari a 236 TIR (-24,1%) e 10 autobus, che nello stesso periodo non avevano rilevato alcuna immatricolazione.

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FOCUS

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI DI LUBRIFICANTI

MARZO 2022

A partire da gennaio di quest’anno, i dati mensili relativi ai consumi di lubrificanti vengono diffusi nelle statistiche nazionali in modo più dettagliato rispetto al passato. La rilevazione che ne è alla base, estesa a tutti gli operatori del mercato dei lubrificanti, è infatti divenuta una rilevazione ufficiale del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN).

In sintesi, nel mese di marzo 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a 41.865 tonnellate, in calo del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2021.
  • Escludendo dai prodotti per l’industria, gli “oli bianchi ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 38.200 tonnellate, con una variazione del -3,3%.
  • Nello specifico i consumi del gruppo autotrazione, pari a 18.100 tonnellate, sono risultati in aumento del 6,5%, grazie alla crescita degli oli motore del 13,8%, parzialmente frenata dal calo degli oli “ausiliari autotrazione” (-11,1%) e degli oli per primo riempimento (-10,5%).
  • Ancora in netto calo invece gli oli per l’industria (20.100 tonnellate, -10,7%), che hanno risentito della consistente frenata della produzione industriale che, dato il forte incremento dei costi dell’energia elettrica e del gas, hanno spinto alla sospensione o alla riduzione delle attività produttive di diverse industrie energivore.

Nel primo trimestre del 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a poco più di 110.300 tonnellate, in calo del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • Escludendo dai prodotti per l’industria gli “oli bianchi ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 99.500 tonnellate, con una variazione del -6,7%.
  • Nello specifico del gruppo autotrazione, pari a 47.100 tonnellate, i consumi sono risultati in aumento del 6,8%, grazie alla crescita degli oli motore del 14,4%, parzialmente frenata dal calo degli oli per il “primo riempimento” (-5,4%) ma soprattutto da quello degli “ausiliari autotrazione” (-13,8%).
  • In forte calo invece gli oli per l’industria (52.400 tonnellate, -16,3%).

 

 DOWNLOAD 2022.04.13 Unem aderisce alla “Renewable and Low-Carbon Fuels Alliance”

 

Roma, 13 aprile 2022

UNEM ADERISCE ALLA “RENEWABLE AND LOW-CARBON FUELS ALLIANCE”

Unem aderisce alla “Renewable and Low-Carbon Fuels Alliance”, istituita ufficialmente lo scorso 6 aprile dalla Commissione europea con l’obiettivo di sensibilizzare tutti gli stakeholder sul potenziale dei combustibili liquidi a basso tenore di carbonio che rappresentano un’alternativa ottimale ai combustibili liquidi convenzionali per ridurre i gas serra in tutte le modalità di trasporto e contribuire così alla neutralità climatica dell’UE entro il 2050. L’Alleanza, riconoscendo l’importanza che questi carburanti già ricoprono nel trasporto stradale è rivolta a promuoverne l’utilizzo anche nei settori cosiddetti “hard to abate”, come il marittimo e l’aereo.

Unem, in occasione dell’adesione, ha ribadito l’importanza di rafforzare il mercato dei low carbon fuels nel settore stradale al fine di raggiungere più rapidamente le necessarie economie di scala per lo sviluppo dei combustibili rinnovabili anche per i settori “hard to abate”, con una conseguente riduzione dei costi e una maggiore sicurezza negli approvvigionamenti.

L’Alleanza sarà strutturata in due sezioni: una per il settore dell’aviazione presieduta da SAFRAN (multinazionale operante nel settore aereo); una per il settore marittimo presieduta da Fincantieri. L’attività operativa sarà supportata da una Segreteria tecnica che sarà gestita da FuelsEurope, insieme a Hydrogen Europe.

Unem ha assicurato la piena disponibilità a partecipare attivamente a tutte le attività previste, considerato che gran parte dei combustibili liquidi a basse emissioni di carbonio saranno prodotti all’interno delle raffinerie e distribuiti attraverso la capillare rete logistica e di vendita al dettaglio esistente.

 DOWNLOAD 2022.04.12 Nota stampa unem su audizione Spinaci “DL Ucraina”

 

Roma, 12 aprile 2022

Nota stampa audizione Spinaci “DL Ucraina”

La norma che introduce un “contributo solidaristico straordinario” sui cosiddetti extra-profitti presenta forti criticità tecniche nell’applicazione al nostro settore che richiedono un intervento per attenuarne gli effetti distorsivi riscontrati. La norma, per come è strutturata, va infatti a colpire il downstream petrolifero indipendentemente dalla generazione non solo di extra profitti, ma anche di profitti, portando alla determinazione di contributi straordinari di entità non commisurata alla reale capacità contributiva del settore con forti distorsioni su attività già in sofferenza economica e finanziaria. La mancata sterilizzazione dell’effetto derivante dal naturale aumento delle quantità vendute rispetto al periodo di base considerato, in piena emergenza pandemica con forti blocchi alla mobilità, determina infatti un artificioso extra profitto teorico, amplificato peraltro di quasi 5 volte dalla presenza delle accise per le aziende che immettono in consumo prodotti petroliferi.

È quanto si legge nella memoria illustrata oggi dal Presidente di unem, Claudio Spinaci, nel corso dell’audizione sul Decreto-legge “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina” (A.S. 2564) all’esame del Senato (Commissioni Finanze e Industria).

Inoltre, ha proseguito Spinaci, si comprende che il periodo emergenziale richieda sforzi eccezionali, ma gli stessi non possono prescindere dalla capacità contributiva dei soggetti obbligati e non possono essere distorsivi: non si può calcolare un contributo sulle maggiori accise versate a seguito dell’aumento delle quantità vendute.

Questo è il rilievo più evidente, ha concluso, ma vi sono poi tutta una serie di elementi che derivano sempre dal metodo utilizzato per il calcolo della base imponibile, fondato sui dati rilevanti ai fini della liquidazione IVA, che non tiene conto di importanti passività tra cui: i differenziali monetari di copertura delle oscillazioni delle quotazioni delle commodity; gli oneri finanziari, il personale, le tasse locali, i canoni demaniali, gli ammortamenti e gli accantonamenti a fondo rischi. Tale esclusione, pertanto, non consente di valorizzare i significativi aumenti intervenuti tra i due periodi data la forte instabilità dei mercati internazionali.

A tal fine, unem ha avanzato alcune proposte emendative, tra cui, in primis:

  • neutralizzare l’effetto accisa, non ricomprendendo le accise versate nella base imponibile;
  • introdurre, sulla base del principio costituzionale di concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva, un cap sul contributo straordinario legato ai più recenti risultati d’esercizio.

Il testo integrale dell’audizione è disponibile all’indirizzo https://www.unem.it/dl-ucraina_audizione-unem_senato-12-aprile/ .

 DOWNLOAD 2022.04.01 – Extra profitti_nota stampa su lettera a Ministro Franco

Nota stampa

1° aprile 2022

UNEM SCRIVE AL MINISTRO DANIELE FRANCO SUL CALCOLO DEGLI EXTRAPROFITTI

La metodologia prevista dall’art. 37 del Decreto Legge 21/2022 per l’individuazione di extra-profitti, oggetto di un contributo solidaristico straordinario, “introduce forti effetti distorsivi sulle aziende del downstream petrolifero (raffinazione, distribuzione e commercializzazione di prodotti petroliferi), derivanti dagli indicatori utilizzati per determinare la base imponibile su cui è calcolato il contributo. È dunque importante intervenire su tale metodologia, introducendo una serie di correttivi e un cap contributivo, per riportare ragionevolezza ed equità nell’individuazione dell’entità del contributo, oggi completamente disgiunto dal risultato d‘esercizio dei soggetti obbligati e quindi di molte volte superiore alla loro normale capacità contributiva, risultando di conseguenza non sostenibile per diverse Aziende da noi rappresentate”.

È quanto si legge in una lettera inviata ieri al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, nella quale il Presidente di unem, Claudio Spinaci, ribadisce, come fatto in una recente intervista al Sole 24 Ore, tutta la sua preoccupazione per una norma che “al di là delle ragioni complessive che l’hanno ispirata e senza scendere nel merito di una valutazione esaustiva dei diversi profili, per come è stata strutturata, va a colpire il downstream petrolifero indipendentemente dalla generazione non solo di extra-profitti ma anche di profitti, intervenendo su un settore che già da alcuni anni è in forte sofferenza economica e finanziaria”.

“In primo luogo – prosegue la lettera – emerge macroscopico, ma non unico, quello prodotto dalla variazione dei volumi venduti, che risulta particolarmente significativa per il settore petrolifero in quanto il confronto per individuare gli extra-profitti viene effettuato rispetto ad un periodo (quarto trimestre 2020- primo trimestre 2021) in cui erano in atto significative restrizioni della mobilità con conseguente forte contrazione delle vendite al consumo. Un effetto volumi significativamente amplificato dalla presenza delle accise per le aziende che vendono ad accisa assolta prodotto acquistato in sospensione d’accisa o derivante da lavorazione di greggio in Italia”.

“In tali casi – si legge ancora– le accise costituiscono base imponibile IVA per le operazioni attive, mentre non rientrano nelle operazioni passive, generando così un elevato saldo tra attivo e passivo che nulla ha a che fare con presunti extra-profitti. A ciò va poi aggiunto l’incremento di alcune voci di costo al di fuori della contabilità IVA (come oneri finanziari dovuti al maggiore indebitamento e oneri per la copertura delle oscillazioni delle quotazioni delle commodity) che concorrono a rendere il delta tra i due saldi un indicatore non idoneo, da solo, per misurare i profitti”.

“Per questo motivo – conclude la lettera – auspichiamo vivamente un incontro urgente per meglio chiarire le criticità evidenziate”.

 DOWNLOAD 2022.03.22 Comunicato consumi petroliferi febbraio 2022

 

Roma, 22 marzo 2022

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEL PRIMO BIMESTRE 2022

FEBBRAIO 2022

  • I consumi petroliferi di febbraio, pari a circa 4,3 milioni di tonnellate, sono risultati in aumento del 12,6% (+482mila tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021, caratterizzato da significative misure di limitazioni agli spostamenti per il contenimento della pandemia, con zone rosse e arancioni e limitazioni orarie per alcune attività. Un risultato in linea con le attese considerato che a febbraio di quest’anno le attività industriali e commerciali, così come la mobilità, hanno invece subito minori limitazioni. Se il confronto si fa rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-pandemico, invece i consumi risultano ancora inferiori del 6,2%.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), sono stati pari a quasi 2,4 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un incremento dell’11,6% (+248.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021.
  • Fra gli andamenti dei prodotti, in particolare:
  • la benzina totale ha mostrato una crescita del 17,9% (+82.000 tonnellate) rispetto a febbraio 2021, quasi analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (+18,1%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un incremento del 9,9% (+166.000 tonnellate), come il gasolio venduto sulla rete (+10,0%), mentre per il gasolio extra-rete, usato soprattutto per il trasporto merci (+11,4%), il recupero è leggermente superiore, riflettendo il proseguimento delle dinamiche positive nel comparto delle costruzioni.
  • Continua il recupero del carburante per aerei che, con un +129,5% rispetto allo stesso mese del 2021, recupera circa 100 mila tonnellate, posizionandosi tuttavia ancora ad un livello molto lontano dal febbraio 2020 (-40%).
  • Flessione per i consumi di bitume (-15,9%), per la carica petrolchimica netta (-1,1%) e per i lubrificanti (-0,6%, vedi focus a parte), che riflette il rallentamento delle attività industriali per l’aumento dei prezzi di materie prime ed energia.
  • Per il mese di marzo 2022, data il deteriorarsi del contesto geopolitico ed economico dovuto al conflitto in corso tra Russia e Ucraina, ci si attende una penalizzazione dei consumi soprattutto per il trasporto delle merci, ad eccezione di quelli sostenuti del comparto delle costruzioni, trainati dai provvedimenti del “Superbonus”.
  • La mobilità delle persone dovrebbe invece continuare in progressivo recupero per il  superamento dall’emergenza pandemica e, quindi, per l’allentamento anche delle misure di smart working. Resta tuttavia qualche incertezza legata agli effetti sul trasporto privato di prezzi dei carburanti particolarmente elevati per l’impennata delle quotazioni internazionali.
  • Nel mese di febbraio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un’altra pesante contrazione pari al -22,6%. Nonostante la forte crescita delle ibride, il 58% delle nuove vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.
  • Infine, in riferimento alle immatricolazioni a GNL, secondo i dati ANFIA, a febbraio 2022 sono stati registrati 82 TIR, rispettivamente in calo di 15 unità rispetto a febbraio 2021, e 10 autobus.

PRIMO BIMESTRE 2022

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 8,6 milioni di tonnellate, con un incremento del 11,3% (+871.000 tonnellate) rispetto ai primi due mesi del 2021, segnati da consistenti misure di contenimento della terza ondata pandemica. Se il confronto si fa rispetto al primo bimestre 2020, ultimo bimestre pre-pandemico, invece i consumi risultano ancora inferiori dell’8,7%.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a poco meno di 4,6 milioni di tonnellate, con un incremento del 13,2% (+532.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-febbraio 2021:
  • la benzina totale, così come quella venduta su rete, ha mostrato un incremento del 22%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato una crescita del 10,8%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 12,4%.
  • Nel primo bimestre 2022 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 21,1%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 27% del totale (era il 34,6% nel corrispondente periodo 2021), quelle diesel il 20% (era il 25,6% nello stesso periodo del 2021), mentre le ibride il 34,1% (era il 26,8% nello stesso periodo del 2021).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl e stato dell’8,8%, a metano dell’1,3% e delle elettriche dell’8,8%  
  •  Le immatricolazioni a GNL del bimestre sono risultate pari a 149 TIR (-24,4%) e 10 autobus, che nello stesso periodo non avevano rilevato alcuna immatricolazione.

FOCUS

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI DI LUBRIFICANTI

Ricordiamo che a partire da gennaio di quest’anno, i dati mensili relativi ai consumi di lubrificanti vengono diffusi nelle statistiche nazionali in modo più dettagliato rispetto al passato. La rilevazione che ne è alla base, estesa a tutti gli operatori del mercato dei lubrificanti, è infatti divenuta una rilevazione ufficiale del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN).

GENNAIO-FEBBRAIO 2022

In sintesi, nel mese di febbraio 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a 38.660 tonnellate, in calo dello 0,9% rispetto allo stesso mese del 2021.
  • Escludendo gli “oli bianchi” ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 34.800 tonnellate, con una variazione del -0,6%.
  • Nello specifico il gruppo autotrazione, pari a 16.000 tonnellate, è risultato in aumento dell’8,8%, grazie alla crescita degli oli motore del 14,5%, parzialmente frenata dal calo degli oli “ausiliari autotrazione” (-6,9%). Quasi invariati gli oli per primo riempimento (-0,5%).
  • In netto calo invece gli oli per l’industria (18.800 tonnellate, -7,4%), che hanno risentito del rallentamento della produzione industriale dovuto alla sospensione delle attività produttive di alcune industrie energivore, maggiormente penalizzate dai forti incrementi dell’energia elettrica e del gas.

Nel primo bimestre del 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a 68.400 tonnellate, in calo del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2021.
  • Escludendo gli “oli bianchi” ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 61.300 tonnellate, con una variazione del -8,8%.
  • Nello specifico del gruppo autotrazione, pari a 29.000 tonnellate, sono risultati in aumento del 7%, grazie alla crescita degli oli motore del 14,8%, parzialmente frenata dal calo degli oli per il “primo riempimento” (-2,1%) ma soprattutto da quello degli “ausiliari autotrazione”
    (-15,5%).

In forte calo invece gli oli per l’industria, pari a 32.300 tonnellate (-19,5%).

  DOWNLOAD 2022.03.12 Gli effetti della crisi Russia-Ucraina sul greggio e sui carburanti

Roma, 12 marzo 2022

GLI EFFETTI DELLA CRISI RUSSIA-UCRAINA SUL GREGGIO E SUI CARBURANTI

In relazione alle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Roberto Cingolani a Sky Tg24 si evidenzia che il conflitto tra Russia e Ucraina sta amplificando la crisi energetica già in atto, che ha coinvolto anche il petrolio dato il ruolo chiave della Russia nell’approvvigionamento dell’Europa (circa il 53% del greggio e dei prodotti petroliferi finiti esportati dalla Russia sono destinati all’Europa, rappresentando oltre il 25% del suo import di petrolio).

Il nostro Paese è meno esposto in quanto copre il proprio fabbisogno energetico importando dalla Russia il 10% di petrolio greggio e il 7% dai prodotti finiti, pesi inferiori a quelli della media UE, ed ha un sistema di raffinazione flessibile che consente di lavorare diverse tipologie di greggio provenienti da varie aree del mondo, garantendo un’ampia flessibilità operativa per far fronte all’emergenza.

Il greggio russo può essere rimpiazzato con altre qualità e provenienze, ma a prezzi più alti. Il riferimento del Brent è infatti aumentato di oltre il 60% dalla prima settimana di gennaio e del 22% solo nell’ultima settimana, aumento più consistente hanno registrato le quotazioni internazionali del gasolio, aumentate di oltre il 110% dalla prima settimana di gennaio e di quasi il 50% nell’ultima settimana, mentre l’euro continua a svalutarsi.

Ciò deriva, da tensioni e vischiosità che si sono create nei normali approvvigionamenti del greggio e dei prodotti finiti, nella disponibilità e movimentazione del naviglio nonché dalle tensioni che si stanno generando a livello globale per il taglio, per ora parziale, dei quantitativi esportati della Russia (oltre 5 milioni di barili al giorno di greggio e oltre 2,5 milioni di prodotti, prevalentemente gasolio).

Tale situazione sta chiaramente creando consistenti aumenti dei prezzi al consumo dei prodotti petroliferi con forti tensioni non solo per i consumatori e le imprese, ma anche per la filiera della raffinazione e distribuzione, che sta vivendo una forte crisi finanziaria a causa degli alti costi di approvvigionamento e dei costi dell’energia. L’industria petrolifera nazionale sta facendo tutto il possibile per contenerli e infatti nel nostro Paese i prezzi al consumo sono aumentati in misura ridotta rispetto alle quotazioni internazionali.

Lo dimostra il cd “stacco Europa” rilevato settimanalmente dalla DG Energy della Commissione europea sulla base dei dati inviati dai Ministeri competenti dei diversi Paesi. L’ultimo stacco, riferito al 7 marzo scorso, evidenzia che in Italia il prezzo rilevato alla pompa, prima delle tasse, sia più basso di 9,7 cent/litro sulla benzina e di 14,2 cent/litro sul gasolio rispetto alla media Europea. Valori mai rilevati prima di oggi.

Non potendo intervenire sul prezzo industriale che già non riflette pienamente l’aumento delle quotazioni internazionali occorre intervenire sulla fiscalità che rappresenta oltre la metà del prezzo finale.

25.2.2022_Comunicato_Progetto Riqualificazione Ambientale (1) DOWNLOAD

Roma, 25 febbraio 2022

“PROGETTO RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE”: IL PROGRAMMA 2022

 Si è tenuta ieri, in videoconferenza, la riunione programmatica 2022 del “Progetto Riqualificazione Ambientale” di unem, con i referenti dei soci aggregati aderenti al progetto e gli esperti delle altre Associate.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti il dott. Fabio Pascarella (ISPRA), che ha presentato lo stato di attuazione dell’accordo ISPRA-unem, nonché la Prof.ssa Maria Chiara Zanetti del Politecnico di Torino e il Prof. Renato Baciocchi dell’Università di Tor Vergata, che hanno analizzato le ricadute della rinnovata normativa sui materiali di riporto, con specifico riferimento alle possibili modalità di applicazione dell’Analisi di rischio.

Confermando le modalità di lavoro testate e collaudate negli anni scorsi e ripercorrendo le iniziative del 2021, sono state individuate le attività del 2022 che si focalizzeranno su tematiche inerenti all’economia circolare, approfondimenti sulle tecnologie, criteri di misurazione della sostenibilità dei progetti – anche in ambito PNRR – e riqualificazione rete carburanti. Verrà inoltre rafforzata la partecipazione alle principali manifestazioni dedicate al settore, nonché l’organizzazione di eventi e l’attività di formazione con le Università.

Il Progetto “Riqualificazione Ambientale” è nato nel 2019 con l’obiettivo di diffondere le conoscenze tecnico-scientifiche su particolari aspetti innovativi o di sostenibilità degli interventi di risanamento; concorrere all’elaborazione di linee guida di interesse del settore anche attraverso il confronto con enti ed istituzioni pubbliche.

Ad oggi aderiscono al Progetto 15 aziende: Ambiente, Arcadis, B&A Consultancy, Ecotherm, Eni Rewind, Evonik, Jacobs, Mares, Petroltecnica, Stantec, S.M.S., Teseco Bonifiche, Tralice Costruzioni, Wolftank DMG, Wood.

 

 

 

 DOWNLOAD Comunicato consumi petroliferi gennaio 2022

Roma, 23 febbraio 2022

 L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI A GENNAIO 2022

 GENNAIO 2022

  • I consumi petroliferi di gennaio, pari a circa 4,2 milioni di tonnellate, sono risultati in aumento del 10,1% (+389.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021, quando venne registrato un valore molto basso sia come consumi complessivi che di soli carburanti. Si tratta, tuttavia, di valori ancora inferiori dell’11% rispetto ai livelli pre-pandemici di gennaio 2020.
  • A differenza di gennaio dello scorso anno, quando a pesare sui consumi furono soprattutto le limitazioni alla mobilità delle persone per il rispetto delle rigide misure di contenimento della pandemia, a gennaio di quest’anno i consumi hanno risentito dell’ampia diffusione dei contagi (oltre 2,7 milioni nel picco del 23 gennaio) e del conseguente rispetto delle quarantene che hanno limitato gli spostamenti di un’estesa fascia della popolazione pur in presenza di attività industriali e commerciali perlopiù aperte.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), che hanno beneficiato di un giorno di consegna in più, sono stati pari a 2,2 milioni di tonnellate, di cui 0,5 milioni di benzina e 1,7 milioni di gasolio, con un incremento del 15% (+284.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2021. In confronto al livello pre-pandemico risultano invece più bassi del 12,3%.Fra gli andamenti dei prodotti, in particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un aumento del 26,8% (+106.000 tonnellate) rispetto a gennaio 2021, ma inferiore del 13,1% rispetto a gennaio 2020; analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (+26,4%);
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un incremento dell’11,9% (+178.000 tonnellate), che diventa un meno 12% verso gennaio 2020, con un +15,2% del gasolio venduto sulla rete, mentre il gasolio extra-rete, usato soprattutto per il trasporto merci, ha rilevato un incremento meno consistente (+10,5%), in conseguenza di attività industriali in rallentamento, attenuato dalle dinamiche positive nel comparto delle costruzioni.
  • In ripresa il carburante per aerei che segna un +139% rispetto ai livelli bassissimi di gennaio 2021. Nonostante questo recupero, i volumi risultano ancora inferiori di circa 40% rispetto al gennaio 2020.
  • Tra gli altri principali prodotti petroliferi, mostrano segnali di crescita soltanto il gpl autotrazione (+26,3%), e i consumi di raffineria (+29%) legata in parte all’aumento della produzione interna di energia elettrica dati gli alti costi della stessa.
  • Segnano invece il passo i consumi di lubrificanti (-17,7%, vedi focus a seguire), di bitume ( -18,4%) e della carica petrolchimica netta (-19,4%), conseguenza del rallentamento delle attività industriali, dato un contesto di elevati prezzi dell’energia che hanno costretto alcune industrie energivore a ridurre o sospendere le attività.
  • Per il mese di febbraio 2022, si attende un nuovo recupero della mobilità delle persone sulla scia di un graduale superamento della quarta ondata pandemica che sta mostrando impatti più contenuti rispetto alle precedenti. I consumi per il trasporto delle merci potrebbero inoltre continuare ad essere sostenuti dal comparto delle costruzioni, che ancora beneficiano dei provvedimenti del “Superbonus”. Restano tuttavia le forti incertezze derivanti dall’evoluzione del contesto geopolitico, che continua ad influenzare i prezzi dell’energia e delle materie prime, attenuando le dinamiche di recupero delle attività industriali e riducendo il potere di acquisto dei cittadini.
  • Nel mese di gennaio le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un’altra pesante contrazione, pari al 19,3%. Nonostante la forte crescita delle ibride, quasi il 57% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.
  • Infine, in riferimento alle immatricolazioni a GNL, secondo i dati ANFIA, a gennaio 2022 sono stati registrati 67 TIR, in calo di 33 unità rispetto a gennaio 2021.

FOCUS

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI DI LUBRIFICANTI

GENNAIO 2022

A partire da questo mese, i dati mensili relativi ai consumi di lubrificanti verranno diffusi nelle statistiche nazionali in modo più dettagliato rispetto al passato.

Tali maggiori informazioni su questi prodotti rappresentano il punto di arrivo di approfondite attività di collaborazione statistica fra il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) e le Associazioni del settore (unem e Gail), facendo sì che la rilevazione che ne è alla base, estesa a tutti gli operatori del mercato dei lubrificanti, sia divenuta una rilevazione ufficiale del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN).

Il MiTE è il primo Ministero ad aver implementato questa rilevazione in Europa che consente di monitorare le dinamiche mensili delle principali tipologie di lubrificanti, in misura quindi più dettagliata rispetto ai macrogruppi della tradizionale rilevazione sui prodotti petroliferi.

Prodotti di eccellenza, i lubrificanti hanno una molteplicità di usi e sono insostituibili non solo nelle attività industriali, ma anche nella farmaceutica e nella cosmesi. Le loro caratteristiche qualitative sono in costante evoluzione, grazie alla ricerca scientifica che ne affina le proprietà, adattandole alle applicazioni anche di frontiera. Il loro ruolo, inoltre, sarà determinante anche nella transizione energetica.

Già da anni sono protagonisti dell’economia circolare grazie alla loro raccolta, rigenerazione e riuso. Inoltre, sono in corso attività per la loro produzione con materie prime da fonti rinnovabili.

In sintesi, nel mese di gennaio 2022:

  • Il volume complessivo di lubrificanti immessi in consumo è risultato pari a 29.740 tonnellate, in calo del 14,8% rispetto allo stesso mese del 2021.
  • Escludendo dai prodotti per l’industria gli “oli bianchi ed i “trasformatori isolanti”, il totale risulta pari a 26.500 tonnellate, con una variazione del -17,7%.
  • Nello specifico del gruppo autotrazione, pari a 13.000 tonnellate, sono risultati in aumento del 4,8%, grazie alla crescita degli oli motore del 15,2%, parzialmente frenata dal calo degli oli per il “primo riempimento” (-3,7%) e degli “ausiliari autotrazione” (-25,3%).
  • In forte calo invece gli oli per l’industria (13.500 tonnellate, -31,8%), che hanno risentito della consistente frenata della produzione industriale che, dato il forte incremento dei costi dell’energia elettrica e del gas, hanno spinto alla sospensione delle attività produttive diverse industrie energivore.

 DOWNLOAD: Comunicato IV Edizione Premio De Vita; Modulo di partecipazione_Premio di Studio_2022; Bando Premio di Studio_2022

Roma, 9 febbraio 2022

AL VIA LA QUARTA EDIZIONE DEL “PREMIO DI STUDIO PASQUALE DE VITA”

Al via la IV Edizione del “Premio di Studio” intitolato a Pasquale De Vita, figura storica del mondo dell’energia scomparso nel 2014, promosso Sara Assicurazioni e unem – Unione Energie per la Mobilità, con il patrocinio di ACI – Automobile Club d’Italia e in collaborazione con la Rivista Energia.

Il Premio, del valore di 2.500 euro, è rivolto agli studenti di corsi di laurea magistrale, master di II livello o dottorato presso Università italiane e ai ricercatori presso centri di ricerca pubblici o privati italiani che, dopo il 30 settembre 2020, abbiano discusso una tesi di laurea o dottorato, oppure elaborato scritti finalizzati alla pubblicazione, su tematiche inerenti la ricerca sul potenziale di evoluzione, in chiave low-carbon, della filiera petrolifera e della mobilità, tenendo conto delle dinamiche industriali, economiche e tecnologiche finalizzate ad accrescere l’efficienza, la sostenibilità ambientale e l’interesse dei consumatori.

Gli elaborati saranno valutati da una Commissione Giudicatrice che decreterà il vincitore tenendo conto dell’attinenza degli elaborati ai temi oggetto del concorso e della loro originalità, scientificità e capacità divulgativa.

Il termine di presentazione della domanda è il 30 giugno 2022. I bandi e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito internet di unem (www.unem.it).