Murano attribuisce i rincari dei carburanti soprattutto alla carenza di capacità di raffinazione in Europa, aggravata dalla chiusura di numerosi impianti negli ultimi anni e dalle conseguenze della guerra in Ucraina e della crisi nello Stretto di Hormuz. Secondo il presidente di Unem, sul prezzo finale incidono più i prodotti raffinati che il costo del greggio.
Sul fronte fiscale, ribadisce la contrarietà del settore a una tassa sugli extraprofitti, giudicandola una misura inopportuna che rischierebbe di ridurre gli investimenti necessari per le raffinerie e per i processi di riconversione energetica. Ricorda inoltre che le imprese energetiche stanno già contribuendo attraverso l’aumento dell’Irap e che i prezzi industriali italiani risultano inferiori alla media europea.

Scarica l’articolo completo Corriere della sera – 25.08.2026
