18 giugno 2026
A maggio prezzi elevati ed una giornata lavorativa in meno frenano benzina (- 2,6%) e gasolio auto (-10.8%),
il jet fuel (+6,5%) segna un record storico, prosegue il recupero del bunker marina (+7,8%)
Si comincia a vedere la discesa dei prezzi a valle della firma dell’annunciata riapertura di Hormuz
A maggio 2026 le vendite al mercato dei prodotti petroliferi si sono attestate a poco più di 4,1 milioni di tonnellate, in calo del 7,7% rispetto allo stesso mese del 2025 (-346.000 tonnellate). Sicuramente ad incidere sul risultato è stato il fatto che quello del 2026 è stato il maggio con il minor numero di giorni lavorativi degli ultimi sei anni (20 contro una media di 22), ma anche un calendario complessivamente meno favorevole agli spostamenti. A ciò va poi aggiunto l’aumento dei prezzi dei carburanti che ha contribuito a contenere una domanda evidentemente non così anelastica. In ripresa sono apparsi jet fuel, bitume e bunker marina.
Più nel dettaglio, la benzina, interrompendo una fase di crescita abbastanza sostenuta, è diminuita del 2,8% (-22.000 tonnellate), che può essere letta come una frenata temporanea considerato che la tendenza di fondo rimane solida, sulla scia del progressivo affermarsi delle auto ibride che a maggio sono state oltre il 47% delle nuove vetture immatricolate.
Decisa flessione per il gasolio motori che ha registrato un calo del 10,8% (-218.000 tonnellate), con il canale rete che ha segnato un -7,5% (-97.000 tonnellate) e quello extra-rete del 14,3% (-135.000 tonnellate). Complessivamente il gasolio ha contato per il 63% della riduzione totale nelle vendite.
Un rallentamento, quello dei due carburanti autotrazione, che è in parte riconducibile a prezzi sensibilmente più alti rispetto a un anno fa, con incrementi nell’ordine di 19 centesimi euro/litro per la benzina e 43 centesimi per il gasolio, al netto del taglio di accisa che durante il mese di maggio è stato rimodulato sia per la benzina (ridotto a 5 centesimi più Iva) che il gasolio (ridotto a 15 centesimi più Iva), e in parte ad una minore propensione agli spostamenti in un contesto economico meno dinamico.
Negativo anche l’andamento del gpl autotrazione che è diminuito del 4,5% (-6.000 tonnellate) e dei lubrificanti che dopo dodici mesi consecutivi di segni positivi sono scesi dell’1,6% (-500 tonnellate), principalmente per il calo della domanda industriale (-3,9%), a fronte della sostanziale tenuta di quella motori (+0,6%).
Tra i dati positivi spiccano invece quelli del jet fuel che con un progresso del 6,5% (+30.000 tonnellate) segna il nuovo record storico per il mese di maggio, e del bunker marino, in aumento del 7,8% (+17.600 tonnellate), che ha proseguito il percorso di recupero rispetto a un 2025 particolarmente debole. In particolare, si è confermata la progressiva sostituzione dell’olio combustibile (-4,5%) con il gasolio (+26,7%), che ha guadagnato un peso sempre maggiore in questo comparto: dieci anni fa il gasolio pesava infatti solo il 17% dei bunker complessivi, mentre lo scorso anno si era saliti al 40% e oggi siamo al 47%.
Buon risultato anche per i bitumi che crescono dell’1,2% (+2.000 tonnellate), sostenuti anche a maggio da condizioni meteorologiche più favorevoli che hanno favorito i lavori stradali.
Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, a maggio sono stati pari a oltre 4,5 milioni di tonnellate (-7,5%, -369.000 tonnellate), penalizzati solo in parte dal trend della petrolchimica (-45,5%, -65.000) che pur consolidando il calo del 2025 comincia a mostrare una tendenza a variazioni negative sempre meno marcate.
Nel mese di maggio i prezzi al consumo dei carburanti in media si sono attestati 1,889 euro/litro per la benzina (+13 centesimi rispetto ad aprile 2026), dato medio mensile più alto nell’anno, e a 2,014 euro/litro per il gasolio (-8,3 centesimi rispetto ad aprile 2026), sulla scia di quotazioni internazionali che solo con il mese di giugno hanno cominciato a mostrare una chiara tendenza ribassista.
Nonostante queste tensioni, i prezzi industriali italiani (al netto delle tasse) sia di benzina che gasolio hanno confermato un delta negativo rispetto alla media dell’area euro di circa 4 centesimi euro/litro, a riprova di andamenti più che congrui rispetto all’andamento dei mercati internazionali.
Relativamente ai primi cinque mesi del 2026, le vendite al mercato nazionale sono state pari a 19,6 milioni di tonnellate, in calo del 3,6% (-731.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In particolare, si consolidano i consumi totali di benzina, che hanno sfiorato i 3,7 milioni di tonnellate (+5,5%, +190.000 tonnellate), e del jet fuel con un +2,3% (+42.000 tonnellate). Flessione per il gasolio totale (-4,6%, -471.000 tonnellate), dovuto al calo del gasolio motori (-4,4%) e di quello ad uso riscaldamento (-10,4%).
Buon progresso per i lubrificanti (+5,9%), sostanzialmente stabile il gpl autotrazione (-0,3%). Si rafforzano i bitumi (+5,5%), così come i bunkeraggi (+9,6%).
Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, nei primi cinque mesi sono stati pari ad 21,5 milioni di tonnellate (-3,9%, -885.000 tonnellate), penalizzati non solo dalla petrolchimica (-58,9%, -602.000) ma, come già detto, anche da un consistente calo dei gasoli (-4,6%, – 471.000).
DOWNLOAD 2026.06.18 Comunicato consumi petroliferi maggio 2026