Dichiarazione di FuelsEurope
sull’attuazione del Regolamento (UE) 2024/1787
(Regolamento UE sul metano – EUMR)
17 giugno 2026
I cofirmatari invitano gli Stati membri a incaricare con urgenza la Commissione europea di rinviare l’entrata in vigore dei requisiti per gli importatori previsti dal Regolamento (UE) 2024/1787.
Tale rinvio dovrebbe consentire alla Commissione di:
- valutare l’impatto sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla competitività dell’industria europea;
- presentare modifiche mirate volte a migliorare l’efficacia, operativa, la fattibilità e l’efficienza dei requisiti.
La Commissione dovrebbe inoltre tenere conto delle valutazioni e dei contributi pratici già forniti dagli Stati membri e dalle parti interessate.
Sebbene le raccomandazioni della Commissione siano positive, non possono sostituire la certezza giuridica quando sono in gioco obblighi vincolanti di conformità.
Contesto
Da diversi anni il settore è impegnato nella riduzione delle emissioni di metano, come dimostrato dalla partecipazione di molte aziende cofirmatarie all’iniziativa OGMP 2.0, volta a monitorare e ridurre tali emissioni.
Nonostante questi sforzi:
- i requisiti previsti dall’EUMR, in particolare l’equivalenza MRV richiesta dall’articolo 28 (in vigore dal 1° gennaio 2027), non sono ancora raggiungibili.
Uno studio recente pubblicato da Wood Mackenzie evidenzia che:
- la struttura attuale del regolamento potrebbe escludere fino all’87% del petrolio greggio e al 43% del gas attualmente importati nell’UE.
Nel contesto geopolitico attuale:
- ulteriori vincoli sull’approvvigionamento di petrolio e gas ridurrebbero la flessibilità operativa,
- aumenterebbero i costi,
- creerebbero rischi strategici evitabili.
Se applicati dal 1° gennaio 2027, i requisiti attuali comporterebbero:
- restrizioni alle importazioni,
- una riduzione dell’attività di raffinazione in Europa equivalente alla chiusura di circa la metà della capacità (circa 40 impianti).
Impatto particolarmente forte per il petrolio greggio, poiché:
- le raffinerie sono ottimizzate per specifiche qualità e miscele,
- eventuali interruzioni riducono capacità, efficienza e flessibilità operativa,
- ciò comporta un forte aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti.
Inoltre:
- aumenterebbe la dipendenza da prodotti raffinati extra-UE non soggetti agli stessi standard ambientali.
Problemi operativi di conformità e tracciabilità
- I sistemi di certificazione proposti dall’industria non sono ancora chiaramente definiti né pienamente operativi a livello globale.
- Gli importatori spesso non possono identificare il produttore originario, a causa di catene di approvvigionamento complesse e passaggi multipli attraverso hub e portafogli commerciali.
- La struttura e le tempistiche attuali della regolazione creano reali difficoltà di applicazione pratica per gli importatori di petrolio greggio, poiché:
- gli obblighi dipendono da paesi terzi e produttori su cui gli importatori UE non hanno controllo,
- molti produttori non saranno in grado di soddisfare i requisiti in tempo.
Per attuare pienamente l’EUMR è necessario:
- sviluppare regole e protocolli di verifica riconosciuti,
- formare esperti accreditati sul metano,
- garantire verifiche efficaci e prevenire il rischio di frodi.
Limiti delle raccomandazioni
L’iniziativa della Commissione europea di pubblicare raccomandazioni (ad esempio periodi di tolleranza sulle sanzioni) non garantisce la certezza giuridica necessaria:
- Le raccomandazioni non sostituiscono obblighi giuridicamente vincolanti;
- Terzi possono impugnare legalmente la sospensione delle sanzioni rispetto alla normativa primaria;
- Gli operatori necessitano di strumenti concreti per conformarsi, non di sospensioni temporanee;
- Le raccomandazioni non sono vincolanti, generando attuazione frammentata tra Stati membri;
- L’incertezza sta già scoraggiando le forniture verso l’UE oltre il 1° gennaio 2027, impedendo la conclusione di contratti
DOWNLOAD Regolamento metano_dichiarazione congiunta (17.6.26)