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Comunicato stampa su nota CITE phase-out dei motori a combustione interna

 

Roma, 14 dicembre 2021

 

La decarbonizzazione del settore dei trasporti si raggiungerà solo sviluppando fino al massimo potenziale le diverse tecnologie disponibili con un approccio tecnologicamente neutrale, in un quadro normativo e regolamentare inclusivo, chiaro e stabile che permetta agli operatori di programmare i necessari investimenti.

 

Di contro, annunciare, per altro in modo poco chiaro e contradditorio, ipotesi di phase-out delle auto nuove con motori a combustione interna (ICE) al 2035, tema oggetto di discussione in occasione dell’ultima riunione del Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE), crea incertezza e appare non in linea con gli indirizzi contenuti nel Piano per la Transizione Energetica, anche alla luce del parere recentemente espresso dalla Commissione Ambiente del Senato.

 

Parere nel quale, tra l’altro, si chiede il rispetto del principio della neutralità tecnologica nel definire le politiche e nel promuovere lo sviluppo delle diverse tecnologie che costituiranno l’insieme di soluzioni per il raggiungimento dei target climatici al 2030 e al 2050. La Commissione raccomanda, inoltre, l’adozione del Life Cycle Assessment (LCA) per la valutazione degli impatti reali dovuti al trasporto su strada, includendo nell’analisi i processi di fabbricazione e di fine vita del veicolo e dei singoli carburanti nonché l’emanazione di norme attuative volte a favorire lo sviluppo dei carburanti low carbon liquidi e gassosi, che rispettino i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

 

Si auspica, pertanto, che il CITE e il Governo, nel chiarire al più presto il proprio intendimento, tengano conto di tutto ciò e affrontino la transizione con percorsi condivisi con i settori interessati per sostenere un vero processo di decarbonizzazione che valorizzi le vocazioni tecnologiche esistenti e preservi l’integrità industriale di intere filiere strategiche per il Paese, sia in termini economici che occupazionali.