19 febbraio 2026
Continua la crescita della benzina: +6%, miglior gennaio dal 2012, mentre rallenta il gasolio motori (-3,2%) e
cresce moderatamente il jet fuel (+0,6%)
In calo bitumi (-5%) e GPL autotrazione (-6,3%)
Prezzi in discesa nonostante le nuove accise: gasolio meno caro di dicembre pur con tassazione più alta
A gennaio 2026 le vendite al mercato dei prodotti petroliferi si attestano a circa 3,7 milioni di tonnellate, in calo del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2025 (-202.000 tonnellate). Il dato è fortemente influenzato dalla persistente crisi della petrolchimica, che rappresenta il 75% della riduzione delle vendite nazionali. Nei prodotti destinati alla mobilità emerge, invece, un quadro diversificato: benzina in forte crescita, gasolio e GPL autotrazione in contrazione, bunker stabile e jet fuel ancora in terreno positivo.
Più nel dettaglio, la benzina a gennaio rafforza il trend positivo, registrando un progresso del 6% (+39.000 tonnellate). Il gasolio motori segna invece una diminuzione del 3,2% (-56.000 tonnellate), con un andamento leggermente migliore sulla rete (-2,3%) rispetto all’extrarete (-4,2%). Ancora in calo il gpl autotrazione (-6,3%, -8.000 tonnellate).
Nel complesso i carburanti stradali segnano una contrazione dell’1%, legata a un giorno lavorativo in meno (-25.000 tonnellate), e non compensano il calo degli altri comparti industriali.
Il jet fuel cresce ancora, anche se in misura molto moderata (+0,6%, +2.000 tonnellate), facendo tuttavia segnare il gennaio con i volumi mensili più alti degli ultimi sei anni.
Il bunker marina rimane sostanzialmente stabile (-0,7%, -1.000 tonnellate), rafforzando però il progressivo spostamento dei volumi dall’olio combustibile
(-30,4%) al gasolio (+97,2%) (per l’applicazione dal 1° maggio scorso delle norme ambientali derivanti dal passaggio del Mar Mediterraneo ad un’area SECA).
Ottavo incremento consecutivo per i lubrificanti, indicatore anticipatore per eccellenza dell’andamento della produzione industriale, cresciuti dello 0,7% (+200 tonnellate), con il canale motori che ha fatto segnare un -0,7%, mentre quello industria un +2%.
Dopo quattro mesi consecutivi di aumenti, frenano i bitumi (-5%, -4.000 tonnellate), soprattutto a causa di un mese di gennaio particolarmente piovoso.
Per quanto riguarda i consumi petroliferi totali, che comprendono anche le attività industriali, a gennaio sono stati pari a circa 4,1 milioni di tonnellate (-5,5%, -240.000 tonnellate) su cui ha comunque inciso il trend negativo della petrolchimica (-70,4%, -157.000 tonnellate).
Nel mese di gennaio i prezzi al consumo dei carburanti hanno riflesso l’allineamento delle accise tra gasolio e benzina. L’aumento sul gasolio è stato comunque assorbito senza particolari scossoni grazie alla discesa delle quotazioni internazionali. In particolare, nonostante una componente fiscale maggiore di circa 5 centesimi euro/litro, il gasolio a gennaio in media è risultato più basso di 1,2 centesimi euro/litro rispetto a dicembre attestandosi a 1,657 euro/litro. La benzina a gennaio ha invece ceduto circa 7 centesimi euro/litro, chiudendo in media a 1,638 euro/litro.
A livello di prezzo industriale (al netto delle tasse), sia la benzina che il gasolio aumentano il divario con la media dell’area euro, con prezzi mediamente inferiori di 4 centesimi euro/litro.
DOWNLOAD 2026.02.19 Comunicato consumi petroliferi gennaio 2026