GASOLIO E JET FUEL, PER L’EUROPA OLTRE 15 MILIARDI DI EURO DI EXTRACOSTI
Comunicato stampa
Roma, 22 ottobre 2026
La riduzione della capacità di raffinazione europea si traduce oggi in una maggiore esposizione alle tensioni internazionali e in costi più elevati per l’approvvigionamento di prodotti essenziali come gasolio e jet fuel che l’Europa ha bisogno di importare.
Secondo elaborazioni Unem su dati dell’Agenzia internazionale per l’energia, tra marzo e settembre 2026 il gasolio in Europa ha registrato un differenziale medio superiore ai 7 centesimi euro/litro, con picchi fino a 13 centesimi rispetto al mercato americano. Applicando questo differenziale sui consumi stimati di UE e Regno Unito nello stesso arco di tempo, si genera un costo addizionale di 11 miliardi di euro, di cui oltre 9 miliardi nella sola UE. Anche rispetto alle quotazioni dell’area di Singapore il costo europeo risulta superiore, anche se con un differenziale più contenuto tale da determinare un impatto complessivo stimato in circa 1,2 miliardi di euro.
Una situazione analoga interessa il jet fuel. Nello stesso periodo le quotazioni europee sono risultate mediamente superiori di circa 8 centesimi euro/litro rispetto agli USA e di 6 centesimi euro/litro rispetto a Singapore. Facendo sempre riferimento ai consumi stimati di UE e Regno Unito, il differenziale rispetto agli Stati Uniti determina un extracosto di circa 4 miliardi di euro, che si riduce a circa 3 miliardi nel confronto con Singapore.
Complessivamente, dunque, tra marzo e settembre il maggiore costo europeo per l’approvvigionamento di gasolio e jet fuel rispetto al mercato statunitense è stimabile in circa 15 miliardi di euro.
“I dati su gasolio e jet fuel sono la cartina di tornasole della carenza di capacità di raffinazione europea verso gli altri Continenti. L’Europa è stata l’unica a ridurre la capacità di raffinazione negli ultimi anni mentre altri investivano e ora ne paghiamo chiaramente le conseguenze. Le politiche energetiche europee, unitamente alle false promesse di una transizione immediata e riduzione dei consumi, hanno fatto indebolire un settore industriale strategico” è stato il commento di Gianni Murano, presidente Unem.
“Come abbiamo ribadito nel recente confronto dell’8 ottobre con i ministri Urso e Pichetto Fratin, la sicurezza energetica non significa soltanto disporre del greggio, ma anche poterlo trasformare nei prodotti necessari all’economia. Per questo la raffinazione deve essere riconosciuta come un’infrastruttura strategica europea e accompagnata nella transizione, evitando ulteriori perdite di capacità produttiva”, ha concluso Murano.
DOWNLOAD 2026.10.22.Comunicato Unem su extracosti UE gasolio e jet fuel