UNEM: RAFFINAZIONE CONFERMA IMPEGNO PER LA SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI E CHIEDE UNA POLITICA INDUSTRIALE
CHE VADA OLTRE L’EMERGENZA
COMUNICATO STAMPA
Roma, 8 ottobre 2026
“La raffinazione italiana sta contribuendo a rafforzare la sicurezza energetica del Paese e ad aumentare la disponibilità dei principali prodotti energetici in una fase internazionale particolarmente complessa. Il settore è pronto a verificare ogni ulteriore aumento della produzione tecnicamente realizzabile, attraverso una valutazione impianto per impianto che tenga conto delle caratteristiche operative dei siti e del quadro ambientale e normativo vigente”.
È quanto ha affermato Gianni Murano nel corso del Tavolo sulla raffinazione tenutosi oggi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza dei Ministri Urso e Pichetto Fratin, e con la partecipazione dei rappresentanti delle raffinerie attive in Italia.
Nel corso dell’incontro Murano ha evidenziato come “l’Italia sia tra i pochi Paesi europei a mantenere una capacità di raffinazione in grado di soddisfare i consumi interni di tutti i prodotti, ad esclusione del jet fuel per il quale nel 2026 la produzione è comunque aumentata di circa il 30%. Una caratteristica che consente al sistema industriale nazionale di contribuire non soltanto alla sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, ma anche a quella di altri mercati europei che presentano deficit produttivi”.
“Ulteriori incrementi di produzione, ha aggiunto, saranno possibili qualora a livello europeo si individueranno modifiche alle specifiche tecniche dei prodotti che siano ambientalmente e tecnicamente percorribili”.
“La raffinazione, ha proseguito, richiede investimenti rilevanti e programmati nel lungo periodo, soprattutto per accompagnare un processo di decarbonizzazione europeo che non può comunque prescindere dai carburanti liquidi e gassosi. Il 20% della capacità produttiva persa in Europa negli ultimi anni 15 anni non può essere ricostruita in pochi mesi, ed è diventata cruciale una strategia energetica europea che riconosca il valore essenziale delle raffinerie e individui strumenti adeguati in grado di migliorarne la resa produttiva e preservarne la capacità operativa”.
Il settore rappresentato da Unem comprende 10 raffinerie e 2 bioraffinerie, con una terza struttura in fase di conversione, per una capacità effettiva tecnico-bilanciata di 83,3 milioni di tonnellate. Un patrimonio industriale strategico in un contesto europeo che continua a registrare carenze strutturali di alcuni prodotti essenziali, tra cui gasolio e jet fuel.
“A livello europeo si deve lavorare per assicurare una maggiore disponibilità di carburanti e un sistema industriale che permetta di ridurre l’esposizione dei Paesi europei alle tensioni internazionali e alla volatilità dei mercati energetici. L’energia è un tema di sicurezza nazionale e il confronto avviato con il Governo rappresenta l’occasione per andare oltre la gestione dell’emergenza e costruire una visione di politica industriale capace di rafforzare la capacità produttiva nazionale, accelerare gli investimenti, garantire maggiore stabilità regolatoria e tutelare un’infrastruttura strategica per la sicurezza energetica e la competitività del Paese”, ha concluso Gianni Murano.
DOWNLOAD 08.10.2026 Comunicato Unem su Tavolo Raffinazione Mimit Mase