Nell’intervista a La Stampa, il presidente di Unem Gianni Murano, cerca di fare chiarezza relativamente gli aumenti dei prezzi dei carburanti che non dipendono dalle compagnie petrolifere, ma soprattutto dall’andamento delle quotazioni internazionali e dalla scarsa disponibilità di prodotti raffinati (benzina e gasolio) sui mercati.
I punti più rilevanti:
- La situazione geopolitica resta critica, in particolare per le tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz, che continuano a influenzare i mercati energetici.
- Il problema principale non è solo il prezzo del petrolio greggio, ma la carenza di carburanti raffinati, causata dai danni a diverse raffinerie in Medio Oriente e dalla riduzione dell’offerta proveniente dalla Russia.
- Murano considera ragionevole l’ipotesi di utilizzare il maggior gettito IVA incassato dallo Stato quando i carburanti aumentano per finanziare una riduzione delle accise
- Anche se la situazione internazionale dovesse migliorare, gli effetti sui prezzi non sparirebbero immediatamente, perché le tensioni hanno già inciso sulla disponibilità dei prodotti.
- Murano respinge l’idea di una tassa sugli extra-profitti, sostenendo che i margini della distribuzione, soprattutto sul gasolio, sono oggi molto bassi e non giustificano questo tipo di intervento.

Scarica l’articolo completo La Stampa – 27.07.2026