Nell’intervista di Fausta Chiesa al presidente di Unem, Gianni Murano, pubblicata sul Corriere.it, spiega perché, nonostante il petrolio oggi costi meno rispetto al record del 2008, i prezzi di benzina e gasolio siano molto più elevati.
Murano sottolinea che il confronto tra prezzo del greggio e prezzo dei carburanti è fuorviante, perché benzina e diesel dipendono anche dal costo dei prodotti raffinati, dal cambio euro-dollaro e dall’andamento del mercato della raffinazione. In particolare, l’euro oggi è molto più debole rispetto al 2008 e questo rende più costoso acquistare petrolio e prodotti energetici
Inoltre, considerando l’inflazione accumulata negli ultimi 18 anni, i prezzi attuali della benzina risultano sostanzialmente allineati a quelli del 2008 in termini reali.
Un altro fattore decisivo è la scarsità di capacità di raffinazione: le guerre, la riduzione dei flussi dalla Russia e la chiusura di numerose raffinerie europee hanno creato una carenza di prodotti finiti che pesa molto più del costo della materia prima.
Secondo Murano, anche un’eventuale fine dei conflitti internazionali potrebbe ridurre rapidamente la pressione sul prezzo del petrolio, ma gli effetti sui carburanti sarebbero più lenti perché la ripresa delle raffinerie e delle infrastrutture logistiche danneggiate richiederà mesi, se non anni.


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