DOWNLOAD 2020.11.30 Comunicato adozione e-das

 

Roma, 30 novembre 2020

E-DAS: NON UN COSTO, MA UNO STRUMENTO ESSENZIALE CONTRO L’ILLEGALITA’

Oggi scade il termine per l’adozione del documento elettronico di trasporto dei carburanti (e-das) previsto dall’articolo 11 del D.L. 124/2019).

In linea con tale scadenza, tutte le aziende aderenti a unem hanno completato con successo il processo per la digitalizzazione dei propri documenti di trasporto che consentirà di tracciare in tempo reale la movimentazione dei carburanti (benzina e gasolio) e in un futuro prossimo anche gli altri prodotti petroliferi. Una misura che unem ha sostenuto sin dall’inizio convintamente.

Si tratta di uno strumento che è parte integrante del più ampio progetto “full digital” portato avanti con impegno dall’Agenzia delle Dogane, per prevenire e reprimere le frodi fiscali nel commercio dei carburanti, frodi che, purtroppo, hanno la caratteristica di essere dinamiche poiché si adattano repentinamente al mutare del contesto normativo di riferimento.

In particolare, il documento telematico consentirà di contrastare una frode molto ricorrente, ossia la circolazione di carburanti che non hanno assolto l’imposta e che viaggiano con falsa documentazione fiscale, per poi essere direttamente commercializzati o introdotti in depositi compiacenti.

Da qui la particolare importanza della misura prevista dalla nuova Legge di Bilancio di estendere anche ai depositi commerciali, oltre che a quelli fiscali per cui è già previsto, il sistema di controllo in tempo reale dell’introduzione, detenzione e movimentazione dei carburanti (il c.d. sistema INFOIL), adottato con successo nelle raffinerie da oltre 25 anni.

La digitalizzazione, consentendo i controlli da remoto in tempo reale, l’affinamento dell’analisi di rischio e una maggiore sinergia operativa tra gli Organi di controllo, è centrale per la prevenzione ed il contrasto delle frodi.

Il processo di digitalizzazione dell’intera filiera non deve pertanto essere visto solo come un ulteriore adempimento o un costo, bensì come un investimento finalizzato a “liberare” il mercato da pratiche illegali, che penalizzano gli operatori onesti.