Categoria: 2020

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 DOWNLOAD  2020.12.16 Comunicato consumi petroliferi Novembre 2020

Roma, 16 dicembre 2020

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEI PRIMI 11 MESI DEL 2020

 NOVEMBRE 2020

  • I consumi petroliferi di novembre, ammontati a circa 4 milioni di tonnellate, con un decremento del 16% (-766.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019, riflettono integralmente gli effetti delle disposizioni del DPCM del 3 novembre, emanato per fronteggiare la seconda ondata della pandemia nel nostro Paese. Provvedimento, valido dal 6 novembre fino al 3 dicembre, che ha diviso il territorio in tre aree con livelli di rischio differenziati (zone gialle, arancioni e rosse), e introdotto ulteriori misure, particolarmente severe per le zone ad alta e massima gravità, che hanno limitato fortemente le possibilità di spostamento, intervenendo anche sulle chiusure di esercizi commerciali.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2 milioni di tonnellate, di cui 0,4 milioni di benzina e 1,6 milioni di gasolio, con un decremento del 17,7% (-430.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • A pesare sui consumi di carburanti è stata l’entrata in zona rossa inizialmente di 4 Regioni (Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria) e successivamente di altre 3 Regioni (Campania, Toscana e Provincia autonoma di Bolzano), con la presenza di altre 10 in zona arancione. Complessivamente, le zone rosse e arancioni hanno infatti rappresentato il 75% dei volumi dei carburanti erogati sul territorio nazionale nel 2019. A ciò va aggiunta la riduzione dei consumi anche nelle zone gialle dovuta alle limitazioni a diverse attività commerciali e ai divieti di spostamenti in specifiche fasce orarie.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 27,5% (-151.000 tonnellate), analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (-27,7%), sempre rispetto a novembre 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 14,9% (-279.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete una flessione del 23,1%, in conseguenza di un andamento meno negativo del gasolio extra-rete usato soprattutto per il trasporto merci (-7,6%).
  • Ancora molto negativo per il carburante per aerei che, con un -65% rispetto allo stesso mese del 2019, non mostra alcun segnale di recupero, sebbene la componente dell’aviazione militare, ancora in forte crescita (+121,6%), abbia leggermente attenuato il drastico calo degli usi di jet fuel per l’aviazione civile (-71,6%).
  • Tra i principali prodotti petroliferi si conferma in territorio positivo, anche per questo mese, il bitume che fa registrare un vero e proprio exploit (+59,8%), dovuto ad una generalizzata attività di manutenzione stradale anche a livello comunale e alla forte richiesta del comparto industriale. Positivi anche il gasolio agricolo (+19,9%), spinto da un mese particolarmente poco piovoso, ed i lubrificanti che confermano i segni di tenuta dei mesi precedenti (+2,8%).
  • Per il mese di dicembre, stando ai dati del nostro “modello dinamico” e in base alle informazioni al momento disponibili, stimiamo un calo dei volumi complessivi, rispetto al 2019, sullo stesso ordine di grandezza di quello di novembre, confermando la flessione attesa su base annua superiore ai 10 milioni di tonnellate (-17%). Il calo sarebbe invece evidentemente più ampio nel caso fossero introdotte misure più incisive nell’ultima parte di dicembre.
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di novembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo dell’8,3% a testimonianza dell’effimero effetto incentivi oramai del tutto sfumato. Nonostante la forte crescita delle ibride, più del 70% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.

PRIMI UNDICI MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 45,8 milioni di tonnellate, con un decremento del 17,1% (-9.425.000 tonnellate) rispetto ai primi undici mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono risultati pari a 23,4 milioni di tonnellate, con un decremento del 18% (-5.146.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-novembre 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 21%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 20,8%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 17,1%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 20,1%.
  • Nei primi undici mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 29%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 31,4% del totale (era il 44,1% nel corrispondente periodo 2019), quelle diesel il 28,4 % (era il 36,6% nello stesso periodo del 2019), mentre le ibride il 26,7% (era il 7,7% nello stesso periodo del 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl e stato dell’8%, a metano del 2% e delle elettriche del 3,5%.

 

 

 DOWNLOAD Premio di Studio e Giornalistico Pasquale De Vita (III ed.)_ i vincitori

Si è concluso il processo di valutazione delle candidature alla Terza Edizione del Premio di Studio e Premio Giornalistico «Pasquale De Vita».

Alla selezione per il Premio di Studio sono state ammesse 20 candidature. La Commissione Giudicatrice ha deciso di conferire il Premio per il miglior elaborato scientifico a Benedetta Marmiroli, del Politecnico di Milano, per la tesi di dottorato “Sustainability Assessment Of Electric Mobility“.

Alla selezione per il Premio Giornalistico sono state ammesse 5 candidature, ma nessuna è risultata pienamente idonea a soddisfare i requisiti indicati nel Bando. Pertanto, il Premio non viene assegnato.

Giunto alla sua Terza Edizione, il Premio di Studio e Premio Giornalistico «Pasquale De Vita» è un’iniziativa promossa da Automobile Club d’Italia – ACI, Sara Assicurazioni e Unione Energie per la Mobilità – unem, in collaborazione con la Rivista Energia, per incentivare lo studio e la divulgazione di una corretta informazione sul futuro della mobilità.

 

 DOWNLOAD 2020.11.30 Comunicato adozione e-das

 

Roma, 30 novembre 2020

E-DAS: NON UN COSTO, MA UNO STRUMENTO ESSENZIALE CONTRO L’ILLEGALITA’

Oggi scade il termine per l’adozione del documento elettronico di trasporto dei carburanti (e-das) previsto dall’articolo 11 del D.L. 124/2019).

In linea con tale scadenza, tutte le aziende aderenti a unem hanno completato con successo il processo per la digitalizzazione dei propri documenti di trasporto che consentirà di tracciare in tempo reale la movimentazione dei carburanti (benzina e gasolio) e in un futuro prossimo anche gli altri prodotti petroliferi. Una misura che unem ha sostenuto sin dall’inizio convintamente.

Si tratta di uno strumento che è parte integrante del più ampio progetto “full digital” portato avanti con impegno dall’Agenzia delle Dogane, per prevenire e reprimere le frodi fiscali nel commercio dei carburanti, frodi che, purtroppo, hanno la caratteristica di essere dinamiche poiché si adattano repentinamente al mutare del contesto normativo di riferimento.

In particolare, il documento telematico consentirà di contrastare una frode molto ricorrente, ossia la circolazione di carburanti che non hanno assolto l’imposta e che viaggiano con falsa documentazione fiscale, per poi essere direttamente commercializzati o introdotti in depositi compiacenti.

Da qui la particolare importanza della misura prevista dalla nuova Legge di Bilancio di estendere anche ai depositi commerciali, oltre che a quelli fiscali per cui è già previsto, il sistema di controllo in tempo reale dell’introduzione, detenzione e movimentazione dei carburanti (il c.d. sistema INFOIL), adottato con successo nelle raffinerie da oltre 25 anni.

La digitalizzazione, consentendo i controlli da remoto in tempo reale, l’affinamento dell’analisi di rischio e una maggiore sinergia operativa tra gli Organi di controllo, è centrale per la prevenzione ed il contrasto delle frodi.

Il processo di digitalizzazione dell’intera filiera non deve pertanto essere visto solo come un ulteriore adempimento o un costo, bensì come un investimento finalizzato a “liberare” il mercato da pratiche illegali, che penalizzano gli operatori onesti.

  DOWNLOAD  2020.11.18_Comunicato consumi petroliferi ottobre 2020

Roma, 18 novembre 2020

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEI PRIMI 10 MESI DEL 2020

OTTOBRE 2020

 

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,7 milioni di tonnellate, con un decremento del 13,2% (-712.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. Un calo più incisivo rispetto alle stime, che riflette un progressivo ritorno ad una situazione emergenziale, con il maggior ricorso allo smart working, le prime restrizioni agli spostamenti, la nuova flessione dei flussi turistici e la riduzione delle attività industriali e commerciali.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), con un giorno lavorativo in meno, sono risultati pari a 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un decremento dell’11% (-305.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. Torna così ad amplificarsi il divario con la situazione del 2019, mostrando che il segnale di settembre in controtendenza non era sintomatico di una reale inversione di tendenza per l’auspicata uscita dalla crisi pandemica.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 12,5% (-81.000 tonnellate), analogo l’andamento della benzina venduta sulla rete (-12,4%), sempre rispetto a ottobre 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 10,5% (-224.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete una flessione dell’11,6%, in conseguenza di un andamento leggermente meno negativo del gasolio extra-rete usato soprattutto per il trasporto merci (-9,9%).
  • Segno sempre in forte flessione per il carburante per aerei, i cui consumi rimangono fortemente ridotti e senza alcun segnale di recupero, con un -66,4% rispetto allo stesso mese del 2019 e con la componente dell’aviazione militare ancora in crescita (+9,9%) che ha solo leggermente attenuato il drastico calo degli usi di jet fuel per l’aviazione civile (-70,1%).
  • Tra gli altri principali prodotti petroliferi si confermano in territorio positivo, anche per questo mese, il bitume (+13,8%) ed i lubrificanti che mostrano segni di ripresa (+4,6%)

 

  • Per il mese di novembre, stando ai dati del nostro “modello dinamico”, si stima una ulteriore significativa contrazione dei consumi dovuta alle nuove misure che hanno progressivamente incluso in zona rossa e arancione aree sempre più ampie del Paese. Le attuali zone rosse e arancioni rappresentano infatti aree ove nel 2019 sono stati consumati rispettivamente il 41,2% e il 33,3 % dei volumi complessivi di carburanti erogati sul territorio nazionale. Peraltro anche nelle zone gialle si registra una riduzione dei consumi a seguito delle nuove misure che hanno imposto limiti a diverse attività commerciali e non, nonché vietato gli spostamenti in specifiche fasce orarie.
  • Valutando anche l’impatto delle attuali restrizioni a livello di ciascuna Regione, si stima che il calo dei primi undici mesi sarà superiore ai 9,5 milioni di tonnellate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si accentua quindi anche la flessione su base annua, che potrebbe attestarsi oltre i 10 milioni di tonnellate (-17%), anche nell’ipotesi di un’evoluzione positiva dell’emergenza sanitaria e l’attenuazione delle attuali misure nell’ultima parte di dicembre.
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di ottobre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo dello 0,1% con un effetto incentivi già sfumato. Nonostante la forte crescita delle ibride, più del 70% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.

 

 PRIMI DIECI MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 41,8 milioni di tonnellate, con un decremento del 17,1% (-8.622.000 tonnellate) rispetto ai primi dieci mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono risultati pari a poco meno di 22 milioni di tonnellate, con un decremento del 18% (-4.716.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.

In particolare, rispetto al periodo gennaio-ottobre 2019:

  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 20,4%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 20,1%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 17,3%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 19,8%.
  • Nei primi dieci mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 30,9%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 39,1% del totale (era il 44% nel corrispondente periodo 2019), quelle diesel il 34,1 % (era il 40,6% nello stesso periodo del 2019) mentre le ibride il 16% (era il 5,9% nello stesso periodo del 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle auto a Gpl e stato del 6,7%, a metano del 2,3% e delle elettriche dell’1,8%.

 DOWNLOAD 10.11.2020_unem su consultazione Ue euro 7

 

Roma, 10 novembre 2020

“EURO 7” SOLO DOPO LA VERIFICA DELLA LORO REALE EFFICACIA

Unione Energie per la Mobilità – unem ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata lo scorso luglio dalla Commissione europea, che si è chiusa ieri, relativamente alla possibile introduzione di uno standard “Euro 7” per i veicoli stradali.

Unem ha anzitutto ribadito il proprio supporto all’obiettivo di perseguire una sempre migliore qualità dell’aria, avendo partecipato attivamente al percorso che ci ha portato dallo standard “Euro 0 ad “Euro 6” e che ha permesso una drastica riduzione degli inquinati, in alcuni casi anche oltre il 90%,

Unem ritiene che qualunque ulteriore evoluzione normativa debba essere preceduta da un’attenta valutazione dell’efficacia dei singoli strumenti, nel rispetto della neutralità tecnologica, in termini di costi/benefici; analisi oggi ancora più importante in presenza della profonda crisi economica legata all’emergenza Covid-19.

Pur condividendo l’obiettivo di assicurare una sempre migliore qualità dell’aria sul territorio europeo ed in particolare nei grandi agglomerati urbani, si ritiene che l’adozione di limiti di omologazione più stringenti per i veicoli di nuova immatricolazione andrebbe presa in considerazione solo:

  • dopo avere valutato l’impatto del traffico sull’inquinamento complessivo, con metodologie analitiche affidabili per la loro misura e dopo aver definito soglie di emissione coerenti con gli obiettivi che si intendono traguardare per il controllo dell’inquinamento;
  • dopo aver verificato l’incapacità delle motorizzazioni Euro 6d/VI, estese a tutto il circolante, di assicurare i miglioramenti attesi.

Si ricorda, infatti, che la tecnologia “Euro 6d” non è ancora entrata completamente in vigore, in quanto oggi gli standard da rispettare sono gli “Euro 6d-Temp”, standard che riscontriamo su un numero ancora molto limitato di veicoli circolanti, numero peraltro variabile da Paese a Paese.

In merito alla tecnologia “Euro 6d/VI”, si evidenzia altresì che i risultati dei test su strada effettuati su diversi modelli di veicoli diesel di ultima generazione (Euro 6d-Temp), mostrano che in condizioni reali di guida i limiti di PM e NOx fissati a livello europeo sono sempre ampiamente rispettati.

Peraltro, per quanto riguarda i PM, che restano al di sotto dei limiti comunitari in condizioni reali di guida grazie all’estrema efficacia del “Filtro Anti Particolato”, si evidenzia che l’apporto della mobilità nell’inquinamento riscontrato nelle grandi città è molto limitato (predominante è il riscaldamento) e deriva sostanzialmente dalle emissioni “non esauste”, quali l’usura dei freni, dei pneumatici e dell’asfalto.

Studi recenti sull’andamento della qualità dell’aria nelle città mostrano con estrema chiarezza un costante miglioramento delle concentrazioni degli inquinanti, conseguito principalmente con la progressiva penetrazione nel parco circolante delle vetture e dei veicoli commerciali conformi ai limiti di tutta la categoria “Euro 6”. Pertanto vanno perseguite tutte le misure volte ad accelerare il rinnovo del parco circolante più vecchio ed inquinante.

L’introduzione di limiti “Euro 7” più stringenti degli attuali, in assenza delle verifiche su esposte, non solo genera incertezza nei consumatori, dato l’avvicendarsi di nuovi limiti emissivi non giustificati in pochi anni, ma aumenterà inevitabilmente il costo dei nuovi veicoli rallentando tale processo di rinnovo del parco circolante.

È necessario infatti garantire che le misure dirette al controllo delle emissioni siano caratterizzate da costi sostenibili tali da non precludere l’accesso alla mobilità ai consumatori europei più svantaggiati.

 DOWNLOAD  2.11.2020_unem su consultazione Ue SAF_avio

Roma, 2 novembre 2020

COMBUSTIBILI SOSTENIBILI PER AVIAZIONE (SAF): LE PROPOSTE DI UNEM

Unione Energie per la Mobilità – unem ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata lo scorso agosto dalla Commissione europea – chiusa mercoledì 28 ottobre – sui combustibili sostenibili per aviazione (SAF – Sustainable Aviation Fuels), motivata dalla consapevolezza che l’uso dei SAF sarà essenziale ai fini del raggiungimento del target di decarbonizzazione del settore del trasporto aereo. Un settore che mostra un crescente interesse verso l’utilizzo di questi prodotti, vista anche il livello di maturità tecnologica che hanno raggiunto, che li rende perfettamente compatibili con gli attuali motori per aerei. Nonostante tali presupposti il consumo di SAF resta oggi ancora ad un livello marginale. L’Unione europea pertanto intende adottare scelte che ne promuovano rapidamente l’utilizzo.

Al riguardo unem ha evidenziato la necessità che le suddette scelte debbano essere ricomprese nella normativa internazionale stabilita dall’ICAO, data la dimensione globale del trasporto aereo, perché in assenza di armonizzazione con le politiche dell’ICAO si rischiano distorsioni del mercato e forti penalizzazioni della competitività della filiera europea del settore aereo.

Si è altresì auspicata l’adozione di una normativa in grado di valorizzare al massimo la capacità di riduzione della carbon intensity dei combustibili alternativi, rafforzando la premialità sui SAF ben oltre il 20% introdotto con il moltiplicatore previsto dalla Direttiva RED, e favorendo nella fasi iniziali l’utilizzo di biocarburanti a basso contenuto di carbonio. Da promuovere anche un approccio che consenta lo scambio di crediti di carbonio tra le diverse modalità di trasporto: una simile possibilità darebbe una fortissima spinta sia alla loro produzione che al loro utilizzo volontario.

Sotto il profilo economico, per un reale lo sviluppo dei SAF serve l’introduzione di misure volte a stimolarne la ricerca, l’industrializzazione e l’utilizzo al fine di pervenire ad un prezzo finale del prodotto drop-in, se non in linea con quello fossile, almeno molto vicino.

Poiché i tempi di sviluppo di tali nuovi prodotti nonché delle certificazioni per renderli idonei all’utilizzo, sono molto lunghi, unem sollecita un quadro normativo semplice, chiaro e stabile nel lungo periodo per incentivare gli ingenti investimenti, sia sotto forma di sussidi alla ricerca e industrializzazione, sia sotto il profilo fiscale.

 DOWNLOAD  19.10.2020_Revisione Direttiva Tassazione Energia_Nota stampa consultazione Ue

 

Roma, 19 ottobre 2020

DIRETTIVA TASSAZIONE ENERGETICA UE: EVITARE DISTORSIONI DEL MERCATO

Unione Energie per la Mobilità – unem ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea nell’ambito della revisione della Direttiva sulla tassazione energetica, che si è chiusa lo scorso 14 ottobre, al fine di renderla coerente con i nuovi obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni climalteranti del 55-60% nel 2030 (rispetto al 1990) e di carbon neutrality nel 2050.

Nel documento inviato a Bruxelles, è stato anzitutto proposto di calibrare le aliquote minime di accisa calcolate sulla base del loro contenuto energetico e delle emissioni di sostanze climalteranti dei singoli prodotti, sia per rendere la tassazione energetica il meno possibile distorsiva, sia per poter meglio allineare tali aliquote alle politiche della UE in materia di clima ed energia. Inoltre, è stata rimarcata l’esigenza che il processo di revisione conduca ad un sistema economicamente e socialmente sostenibile nella sua globalità sull’intero territorio comunitario.

Per quanto riguarda l’introduzione di misure di compensazione, è stato rilevato che queste dovrebbero costituire delle eccezioni per la gestione dei casi più critici di gruppi e/o famiglie a basso e bassissimo reddito per evitare il diffondersi della povertà energetica, mentre per deroghe specifiche a determinati settori di attività che si tratta di misure necessarie per preservarne la competitività sui mercati europei e internazionali. Infatti, su alcuni prodotti energetici, ed in particolare su quelli petroliferi, emerge un carico fiscale sproporzionato rispetto alle altre fonti di energia usate sia per scopi termici che per autotrazione.

A titolo di esempio, si ricorda che nel 2019 in Italia i prodotti petroliferi, pur coprendo il 34% della domanda di energia totale, hanno generato un gettito fiscale pari all’81% dell’intera fiscalità energetica (26 mld/euro da accise, di cui 25 i soli prodotti autotrazione), cui si sommano 13 miliardi derivanti da IVA. Proprio l’alto livello di tassazione ha richiesto nel tempo l’introduzione di deroghe specifiche, erroneamente definite sussidi ambientalmente dannosi.

È stato anche rilevato che oggi la tassazione sui prodotti energetici, in particolare nei trasporti, contribuisce significativamente al bilancio degli Stati che richiederanno un gettito analogo anche nel futuro. Pertanto, in considerazione della forte spinta delle istituzioni comunitarie verso i veicoli elettrici, spinta che comporterà uno shift sempre più marcato da ICE a veicoli BEV, sarà inevitabile la tassazione di tutti i prodotti energetici, inclusa l’energia elettrica, per garantire bilanci in equilibrio.

Sono stati infine forniti i punti di vista dell’Associazione sul GNL e sui Lubrificanti.

Sul GNL, indubbiamente riconosciuto un fuel fondamentale per accompagnare la transizione energetica verso la carbon neutrality, è stato sottolineato che dati i necessari ingenti investimenti iniziali nelle infrastrutture logistiche e distributive, occorrerà mantenere attivi trattamenti fiscali differenziati per un periodo congruo per il loro ammortamento e comunque almeno fino allo sviluppo di tecnologie mature in grado di assicurare  la medesima continuità nell’approvvigionamento della domanda, ma con un minore impatto ambientale e a condizioni economiche competitive.

Per quanto riguarda i lubrificanti, è stato richiesto di inserirli all’interno del campo di applicazione della Direttiva sui prodotti energetici, con un’aliquota minima di imposta per evitare l’estrema differenziazione di trattamento che si è creata negli Stati membri con l’attuale regime fiscale, differenziazione che ha generato squilibri competitivi e fenomeni illegali. Non potendo “vietare” una tassazione indiretta a livello nazionale, si è ritenuto più efficace, per la salvaguardia del mercato unico, proporre una tassazione omogenea nei diversi Paesi per i prodotti che hanno finalità di lubrificazione. Da tale imposta andrebbero esclusi i lube a base bio e i lube impiegati per usi diversi dalle finalità di cui sopra (ad es. per la produzione di gomma e plastica, in quanto inclusi nel prodotto finale).

 DOWNLOAD Comunicato firma Accordo di collaborazione ISPRA -unem_DEF_2

Roma, 19 ottobre 2020

COMUNICATO STAMPA

ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – e Unione Energie per la Mobilità – unem, siglano un accordo di collaborazione per l’innovazione tecnologica nelle attività di bonifica e di riqualificazione ambientale.

La promozione, l’incentivazione e la diffusione di scambi di esperienze e pratiche tra le Istituzioni tecniche ed il settore privato può costituire un fattore di efficienza complessiva delle azioni di tutela, anche per quelle situazioni che richiedono interventi di bonifica e risanamento ambientale.

Le attività di collaborazione si svolgeranno attraverso lo scambio di esperienze reciproche per la sperimentazione in campo di nuove tecnologie di campionamento o bonifica sostenibili e attività di formazione comune sulla tutela ambientale.

“Un accordo, quello sulle bonifiche tra ISPRA e unem,” afferma Alessandro Bratti, Direttore Generale di ISPRA, “che sancisce il confronto positivo tra pubblico e privato, tra autorità e stakeholder. Un passo avanti nel superamento della logica command and control, dove ognuno, nel proprio ruolo, contribuisce alla crescita del Paese e dell’economia nazionale”.

“La collaborazione, il confronto e la sinergia tra le aziende e tra il settore pubblico e privato per la definizione e la diffusione dei migliori standard operativi per la riqualificazione ambientale del nostro settore – sottolinea il Direttore Generale dell’unem Marina Barbanti – è un valore aggiunto e un modello vincente. Con questa consapevolezza nel 2019 abbiamo avviato il progetto “Riqualificazione ambientale” che ha visto il coinvolgimento diretto di aziende operanti nelle aree di ingegneria ambientale, bonifica e riqualificazione dei siti contaminati e recupero di siti petroliferi”.

 DOWNLOAD 2020.10.15 Comunicato consumi petroliferi settembre 2020

 

Roma, 15 ottobre 2020

L’ANDAMENTO DEI CONSUMI PETROLIFERI NEI PRIMI 9 MESI DEL 2020

SETTEMBRE 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,8 milioni di tonnellate, con un decremento del 7,5% (-392.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. Un calo più contenuto rispetto a quello dei mesi scorsi finora sempre a doppia cifra. A favorire questa tendenza, anticipata nelle nostre previsioni, hanno contribuito i prodotti autotrazione per la graduale ripresa delle attività economiche, produttive e scolastiche – con il maggior ricorso all’uso della autovettura privata per gli spostamenti di lavoro e per la scuola – nonché per il protrarsi del turismo di prossimità nella prima parte di settembre e nei fine settimana.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio), con un giorno lavorativo in più, sono risultati pari a 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un incremento dello 0,7% (+19.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. E’ il primo incremento mensile che si registra sui carburanti dall’inizio della pandemia, anche se spinto dal giorno in più lavorativo.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato una crescita dell’1,2% (+7.000 tonnellate), mentre la benzina venduta sulla rete dell’1,5%, sempre rispetto a settembre 2019;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un incremento dello 0,6% (+12.000 tonnellate), sebbene il gasolio venduto sulla rete sia calato dello 0,6%, in conseguenza di un andamento più positivo del gasolio extra-rete usato soprattutto per il trasporto merci (+0,7%).
  • Tra gli altri principali prodotti petroliferi si conferma in territorio positivo, anche per questo mese, il bitume (+5,2%).
  • Segno ancora più negativo per il carburante per aerei, i cui consumi peggiorano rispetto ai timidissimi recuperi dei mesi precedenti e fanno segnare un -67,7% rispetto allo stesso mese del 2019, con la componente dell’aviazione militare ancora in forte crescita (+44,2%), che ha solo leggermente attenuato il drastico calo degli usi di jet fuel per l’aviazione civile (-70,4%).
  • Per il mese di ottobre, stando ai dati del nostro “modello dinamico”, ci si attende un calo complessivo rispetto al 2019 di nuovo superiore a quello dello scorso mese di settembre, date le recentissime nuove restrizioni per il diffondersi della seconda ondata della pandemia che potrebbero influenzare negativamente la mobilità dei cittadini, quanto meno per il maggior ricorso allo smart working.
  • Stando a queste stime, il calo dei primi dieci mesi salirebbe quindi a circa 8 milioni di tonnellate (poco meno del meno 18%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno ai 9 milioni di tonnellate (-15%).
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di settembre le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una crescita del 9,6%. Nonostante la forte crescita delle ibride, più del 75% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.

 

PRIMI NOVE MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 37,1 milioni di tonnellate, con un decremento del 17,5% (-7.887.000 tonnellate) rispetto ai primi nove mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina + gasolio) sono risultati pari a poco meno di 19 milioni di tonnellate, con un decremento del 18,9% (-4.412.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-settembre 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 21,3%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 20,9%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 18,1%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 20,8%.
  • Nei primi nove mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 34,2%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 40,3% del totale (era il 43,7% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle diesel il 34,7 % (era il 41,1% nello stesso periodo del 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle ibride è stato del 14,2%, quello delle auto a Gpl del 6,6%, a metano del 2,4% e delle elettriche dell’1,8%.

 

 DOWNLOAD 2020.09.16 Comunicato consumi petroliferi agosto 2020

Roma, 16 settembre 2020

Stando ai dati provvisori della rilevazione MISE odierna si rileva quanto segue:

AGOSTO 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,5 milioni di tonnellate, con un decremento dell’11,2% (-566.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019. Ciò testimonia, come del resto anticipato dalle nostre previsioni, un progressivo recupero dei consumi legato in particolare, nel mese considerato, al turismo interno, sostenuto anche dal “bonus vacanze”, caratterizzato dalle vacanze di prossimità con il soggiorno nel nostro Paese anche da parte di chi sceglieva abitualmente l’estero. Il permanere dell’emergenza Covid-19 ha tuttavia continuato a limitare la presenza dei flussi turistici stranieri.
  • Il turismo nazionale ha quindi determinato un recupero dei volumi di benzina, gasolio e Gpl che, pur essendo ancora in territorio negativo rispetto al 2019, hanno continuato a rilevare cali più contenuti rispetto ai mesi precedenti.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio), a parità di giorni lavorativi, sono risultati pari a 2,4 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,8 milioni di gasolio, con un decremento del 4,6% (-117.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2019.
  • In particolare:
  • la benzina totale ha mostrato un calo del 4,9% (-32.000 tonnellate) e la benzina venduta sulla rete, sempre rispetto ad agosto 2019 una flessione sostanzialmente analoga, pari al 4,8%;
  • il gasolio autotrazione evidenzia un decremento del 4,5% (-85.000 tonnellate), mentre il gasolio venduto sulla rete del 5,3%, in conseguenza di una contrazione più contenuta del gasolio extrarete usato soprattutto per il trasporto merci (-4%).
  • Tutti i prodotti petroliferi, ad eccezione dei consumi di bitume (+17,4%), di olio combustibile (+15,8%) e di lubrificanti (+1,3%), presentano un segno negativo anche se più contenuto rispetto ai mesi precedenti.
  • Segno ancora particolarmente negativo per il carburante per aerei che, pur con un lieve recupero dovuto ad una ripresa tuttora molto parziale del traffico aereo, fa segnare un -61,7% rispetto allo stesso mese del 2019, con la componente dell’aviazione militare ancora in forte crescita (+32,7%) che ha leggermente attenuato il calo degli usi di jet fuel per l’aviazione civile (-63,7%).
  • Per il mese di settembre, stando ai dati del nostro modello dinamico, ci si attende un calo complessivo rispetto al 2019 ancora superiore all’8%, date anche le difficoltà del trasporto aereo e della croceristica navale a recuperare i volumi di passeggeri dello scorso anno, nonostante l’adozione di protocolli sanitari stringenti. Ci si attende, infatti, che il permanere delle restrizioni alla mobilità per il persistere della pandemia continuerà ad incidere sui volumi di carboturbo, per il drastico calo dei voli di lungo raggio (Stati Uniti, Cina e Russia), e sui volumi di bunker per la croceristica, stante una ripresa molto marginale di tale attività.
  • Per quanto riguarda i trasporti su strada, a settembre ci si attende che i consumi, comunque inferiori allo scorso anno, possano essere sostenuti dal recupero delle attività produttive e dalla riapertura delle attività scolastiche, nonché dalla prosecuzione di una, anche se limitata, attività turistica.
  • Stando a queste stime, il calo dei primi nove mesi salirebbe quindi a circa 8 milioni di tonnellate (-18%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno ai 9 milioni di tonnellate (-15%).
  • In ultimo, si ricorda che nel mese di agosto le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato un calo dello 0,4%. Nonostante la forte crescita delle ibride, più dell’80% delle vetture immatricolate nel mese hanno ancora una alimentazione “tradizionale”.

PRIMI OTTO MESI 2020

  • I consumi petroliferi italiani sono ammontati a 32,3 milioni di tonnellate, con un decremento del 18,8% (-7.495.000 tonnellate) rispetto ai primi otto mesi del 2019.
  • I consumi di carburanti autotrazione (benzina+gasolio) sono risultati pari a 16,4 milioni di tonnellate, con un decremento del 21,3% (-4.431.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2019.
  • In particolare, rispetto al periodo gennaio-agosto 2019:
  • la benzina totale ha mostrato un decremento del 24%;
  • la benzina venduta sulla rete ha mostrato una discesa del 23,7%;
  • il gasolio autotrazione ha evidenziato un calo del 20,4%, mentre il gasolio venduto sulla rete del 23,3%.
  • Nei primi otto mesi 2020 le immatricolazioni di autovetture nuove hanno evidenziato una riduzione del 38,9%. Quelle a benzina hanno rappresentato il 41,7% del totale (era il 43,6% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle diesel il 35,1% (era il 41,6% nello stesso periodo del 2019).
  • Quanto alle altre alimentazioni, nel periodo considerato il peso delle ibride è stato del 12,7%, quello delle auto a Gpl del 6,4%, a metano del 2,4% e delle elettriche dell’1,7%.