Giorno: 19 Ottobre 2020

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 DOWNLOAD  19.10.2020_Revisione Direttiva Tassazione Energia_Nota stampa consultazione Ue

 

Roma, 19 ottobre 2020

DIRETTIVA TASSAZIONE ENERGETICA UE: EVITARE DISTORSIONI DEL MERCATO

Unione Energie per la Mobilità – unem ha partecipato alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea nell’ambito della revisione della Direttiva sulla tassazione energetica, che si è chiusa lo scorso 14 ottobre, al fine di renderla coerente con i nuovi obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni climalteranti del 55-60% nel 2030 (rispetto al 1990) e di carbon neutrality nel 2050.

Nel documento inviato a Bruxelles, è stato anzitutto proposto di calibrare le aliquote minime di accisa calcolate sulla base del loro contenuto energetico e delle emissioni di sostanze climalteranti dei singoli prodotti, sia per rendere la tassazione energetica il meno possibile distorsiva, sia per poter meglio allineare tali aliquote alle politiche della UE in materia di clima ed energia. Inoltre, è stata rimarcata l’esigenza che il processo di revisione conduca ad un sistema economicamente e socialmente sostenibile nella sua globalità sull’intero territorio comunitario.

Per quanto riguarda l’introduzione di misure di compensazione, è stato rilevato che queste dovrebbero costituire delle eccezioni per la gestione dei casi più critici di gruppi e/o famiglie a basso e bassissimo reddito per evitare il diffondersi della povertà energetica, mentre per deroghe specifiche a determinati settori di attività che si tratta di misure necessarie per preservarne la competitività sui mercati europei e internazionali. Infatti, su alcuni prodotti energetici, ed in particolare su quelli petroliferi, emerge un carico fiscale sproporzionato rispetto alle altre fonti di energia usate sia per scopi termici che per autotrazione.

A titolo di esempio, si ricorda che nel 2019 in Italia i prodotti petroliferi, pur coprendo il 34% della domanda di energia totale, hanno generato un gettito fiscale pari all’81% dell’intera fiscalità energetica (26 mld/euro da accise, di cui 25 i soli prodotti autotrazione), cui si sommano 13 miliardi derivanti da IVA. Proprio l’alto livello di tassazione ha richiesto nel tempo l’introduzione di deroghe specifiche, erroneamente definite sussidi ambientalmente dannosi.

È stato anche rilevato che oggi la tassazione sui prodotti energetici, in particolare nei trasporti, contribuisce significativamente al bilancio degli Stati che richiederanno un gettito analogo anche nel futuro. Pertanto, in considerazione della forte spinta delle istituzioni comunitarie verso i veicoli elettrici, spinta che comporterà uno shift sempre più marcato da ICE a veicoli BEV, sarà inevitabile la tassazione di tutti i prodotti energetici, inclusa l’energia elettrica, per garantire bilanci in equilibrio.

Sono stati infine forniti i punti di vista dell’Associazione sul GNL e sui Lubrificanti.

Sul GNL, indubbiamente riconosciuto un fuel fondamentale per accompagnare la transizione energetica verso la carbon neutrality, è stato sottolineato che dati i necessari ingenti investimenti iniziali nelle infrastrutture logistiche e distributive, occorrerà mantenere attivi trattamenti fiscali differenziati per un periodo congruo per il loro ammortamento e comunque almeno fino allo sviluppo di tecnologie mature in grado di assicurare  la medesima continuità nell’approvvigionamento della domanda, ma con un minore impatto ambientale e a condizioni economiche competitive.

Per quanto riguarda i lubrificanti, è stato richiesto di inserirli all’interno del campo di applicazione della Direttiva sui prodotti energetici, con un’aliquota minima di imposta per evitare l’estrema differenziazione di trattamento che si è creata negli Stati membri con l’attuale regime fiscale, differenziazione che ha generato squilibri competitivi e fenomeni illegali. Non potendo “vietare” una tassazione indiretta a livello nazionale, si è ritenuto più efficace, per la salvaguardia del mercato unico, proporre una tassazione omogenea nei diversi Paesi per i prodotti che hanno finalità di lubrificazione. Da tale imposta andrebbero esclusi i lube a base bio e i lube impiegati per usi diversi dalle finalità di cui sopra (ad es. per la produzione di gomma e plastica, in quanto inclusi nel prodotto finale).

 DOWNLOAD Comunicato firma Accordo di collaborazione ISPRA -unem_DEF_2

Roma, 19 ottobre 2020

COMUNICATO STAMPA

ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – e Unione Energie per la Mobilità – unem, siglano un accordo di collaborazione per l’innovazione tecnologica nelle attività di bonifica e di riqualificazione ambientale.

La promozione, l’incentivazione e la diffusione di scambi di esperienze e pratiche tra le Istituzioni tecniche ed il settore privato può costituire un fattore di efficienza complessiva delle azioni di tutela, anche per quelle situazioni che richiedono interventi di bonifica e risanamento ambientale.

Le attività di collaborazione si svolgeranno attraverso lo scambio di esperienze reciproche per la sperimentazione in campo di nuove tecnologie di campionamento o bonifica sostenibili e attività di formazione comune sulla tutela ambientale.

“Un accordo, quello sulle bonifiche tra ISPRA e unem,” afferma Alessandro Bratti, Direttore Generale di ISPRA, “che sancisce il confronto positivo tra pubblico e privato, tra autorità e stakeholder. Un passo avanti nel superamento della logica command and control, dove ognuno, nel proprio ruolo, contribuisce alla crescita del Paese e dell’economia nazionale”.

“La collaborazione, il confronto e la sinergia tra le aziende e tra il settore pubblico e privato per la definizione e la diffusione dei migliori standard operativi per la riqualificazione ambientale del nostro settore – sottolinea il Direttore Generale dell’unem Marina Barbanti – è un valore aggiunto e un modello vincente. Con questa consapevolezza nel 2019 abbiamo avviato il progetto “Riqualificazione ambientale” che ha visto il coinvolgimento diretto di aziende operanti nelle aree di ingegneria ambientale, bonifica e riqualificazione dei siti contaminati e recupero di siti petroliferi”.